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Con la fine della repubblica, Roma completa
la conquista del mondo. In oriente le sue legioni raggiungono il
Caucaso e le frontiere dell'Armenia e ben presto il regno
d'Egitto, miracolosamente scampato all'annessione ufficiale,
diventerà proprietà personale degli imperatori, che potranno
attingere alle sue inestinguibili ricchezze. In occidente la
penetrazione romana continua. Dopo la sconfitta di Giugurta,
governatori romani si stabiliscono nella parte occidentale
dell'Africa del nord e il regno vassallo, affidato al fedele re
Giuba, favorisce il commercio di Roma fino alle porte del
Marocco. L'impresa di Cesare in Gallia unifica quelle città e
sostituisce l'antica influenza di Marsiglia con quella di Roma.
Rame, piombo, oro e argento della Spagna e della Gallia, legno
delle foreste alpine o africane, prodotti ittici provenienti da
Gades, la porpora di Tiro, la seta cinese importata con carovane
dal Turkestan e tessuta nelle isole greche, soprattutto a Cos,
la frutta proveniente dalla valle dell'Oronte, statue,
argenteria, vasellame prezioso prodotto nei laboratori attici di
Pergamo e di Alessandria, tutti i tesori del mondo affluiscono a
Roma su navi da carico che risalgono il Tevere fino al porto
alle pendici dell'Aventino. Sembra che i romani non debbano fare
altro che attingere a queste ricchezze e che le conquiste
debbano assicurare una vita magnifica e lussuosa. |
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