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L'esametro dattilico
(o semplicemente esàmetro, dal greco hex «sei»
e metron «misura») è un verso composto di sei piedi,
dei quali i primi quattro sono, variamente, dattili e
spondei; il quinto in genere è dattilo, e l'ultimo trocheo o
spondeo.
II quinto piede dell'esametro di solito è un dattilo.
Rarissime volte, alla quinta sede, si trova lo spondeo, ma
preceduto dal dattilo alla quarta sede. L'esametro che
presenta lo spondeo al quinto piede è detto spondiaco.
Le cesure che più solitamente si riscontrano nell'esametro
sono: la semiquinaria (grecamente pente-mimera),
la semisettenaria (grec. eftemimera),
quella del terzo trochèo, e la cesura, o meglio
dieresi, bucolica.
La cesura semiquinaria è detta così perché capita
dopo il quinto mezzo piede, cioè dopo la sillaba in
posizione forte del terzo piede.
La cesura semisettenaria è detta così perché capita
dopo il settimo mezzo piede, cioè dopo la sillaba in
posizione forte del quarto piede.
La cesura del terzo trocheo capita dopo la prima
sillaba breve del terzo piede che, in tal caso, dev'essere
di necessità un dattilo.
La cesura, o meglio dieresi bucolica si riscontra
dopo il quarto piede. È detta così perché usata a preferenza
da poeti che sollevarono a dignità d'arte le canzoni agresti
di pastori e mandriani (greco boucóloi).
(Del Grande - Elementi di prosodia e metrica latina,
Napoli
Piazza – Prosodia e metrica latina, Milano) |