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Vincenzo Calli

 


Cenni biografici

II pittore nasce nel 1953, dopo essersi diplomato all'Istituto d'Arte di Sansepolcro, frequenta l'Accademia delle belle Arti di Firenze. A soli 21 anni tiene la sua prima mostra.

Nel 1984 inizia l'avventura "americana": è invitato infatti ad esporre nella World-Exposition - New Orleans in Luisiana. Ottiene i giusti riconoscimenti della critica nel 1986 con il premio "Arte 86" della Rivista Mondadori per la pittura ed è invitato ad esporre da importanti gallerie di Roma e Milano.

È nel 1993 che il gallerista Michel Douberville, dopo aver visto una sua tecnica mista invita l'artista con una personale presso la storica Galleria d'Arte Bernheim-Jeune di Parigi dove esposero i grandi della pittura, Renoir, Cézanne, Van Gogh e Modigliani, il catalogo fu presentato dal critico francese Roger Bouillot e dallo scrittore Alberto Bevilacqua.

La provincia di Firenze gli dedica nel 1997 una personale dal titolo "Messaggi Anomali" a Palazzo Pinucci organizzata dalla Galleria Vialarga. Nello stesso anno, riprende la via degli Stati Uniti invitato dalla "Camino Real Gallery" per una personale in Boca Raton di Miami in Florida. Il catalogo è firmato da William Biety.

Nel 1999, torna ai luoghi d'origine esponendo nella casa di Piero della Francesca in Sansepolcro con una personale dal titolo "Dalla mente al cuore", catalogo presentato da Augusta Monferini.

Le mostre più recenti, nell'anno 2000, vedono l'artista esporre negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove le sue opere sono state ospitate, rispettivamente nella Camino Real Gallery e nella Albemarle Gallery a Londra. Nel 2001 espone a Palazzo Casali di Cortona dal titolo "Emozioni Mediterranee", presenta il catalogo John T. Spike.

Nell'anno 2002 viene invitato in Sicilia in due importanti mostre.

Nel 2004 espone a Palazzo Inghirami a Sansepolcro (Arezzo), presentato da Vittorio Sgarbi.

Nel 2005 espone presso II Palagio di Parte Guelfa, organizzata dal comune di Firenze, presenta la mostra l'assessore Eugenio Giani - Firenze.

Le opere del pittore sono in permanenza nelle gallerie:

Camino Real Gallery Boca Raton Miami Florida USA -  Albemarle Gallery Londra Gran Bretagna - Fornara Gallery Marbella Spagna - Galleria Pananti Firenze

II pittore Vincenzo Calli vive e lavora nel suo studio in Anghiari, antica città medioevale che domina l'Alta Valle del Tevere.

Vincenzo Calli

Via Molina, 61 - Anghiari (AR)

Tel. 0575 788239

www.vincenzocalli.com

e-mail: mail@vincenzocalli.com

Testo crìtico di Vittorio Sgarbi

Ciò che colpisce di Vincenzo Calli è la pazienza pittorica che esercita nella ricerca delle sensazioni e nel recupero della memoria. Le sue fanciulle in fiore sono delle rivisitazioni, dove l'artista ha consapevolmente eluso il rischio di cadere nella morbosità del soggettivismo e della nostalgia. Non è tanto il volto, quanto gli atteggiamenti di un corpo femminile posato languidamente su una sedia, le gambe allungate e protette dalle mani, a lasciare in chi guarda la sensazione depurata e oggettivizzata di un ricordo. Mi chiedo tuttavia se Vincenzo Calli non abbia qualcosa di deliziosamente demoniaco nel suo modo di impaginare il quadro, nel tratteggiare i momenti di sospensione, nell'alludere alla tridimensionalità grazie alla sapienza del segno e alla profondità del tratto pittorico, nel sottointendere più che nel mostrare. La qualità di questa pittura sta proprio nella ritualità delle apparenze, nella rinuncia ad esplorare il dato esistenziale, e nel considerare l'umanità come un giardino dove lo sguardo è catturato dalle armonie cromatiche e dall'eleganza delle forme. Quella di Calli è una scrittura poetica che enuncia con orgoglio le sue radici toscane, e che nella nitidezza quasi trasparente dei pigmenti e nel gusto arcaicizzante di tratteggiare i volti, si rivolge esplicitamente ai maestri del passato. La sua cifra stilistica sta soprattutto nell'esaltazione della brillantezza degli impasti cromatici, a cui tuttavia impone un'attenuazione di luminosità per rendere l'immagine metafisicamente innaturale. Calli non usa l'acquarello, ma l'ariosa leggerezza delle sue composizioni stempera il colore sino alle conseguenze estreme della trasparenza, mentre il flusso pittorico si pone al di là del messaggio psicologico, per vestire di fresca sensualità la giovinezza dei suoi personaggi. Il suo mondo vive una sorta di eternità antiretorica, come negli affreschi classici, dove l'equilibrio si compone nella staticità di un attimo, dove il movimento dei corpi è un gioco delle parti con le ombre e l'apparenza della semplicità racconta un universo rinserrato in un ordito fatalmente emblematico e senza tempo. Le scenografie sono del tutto innaturali, ma ci consegnano lo sfondo soggettivamente reale in cui si muove l'immaginario poetico dell'artista. Nel recupero di un tempo storico ben definito della storia dell'arte italiana, Vincenzo Calli ha stabilito il suo ordine formale ed estetico, che si configura in una pudica esaltazione della forme giovanili e si fonda su una filosofia, una visione del mondo, dove l'equilibrio si ricompone nelle leggi naturali di un Eden senza peccato. Attuando la trasformazione dell'apparenza in pura verità plastica, il suo classicismo sta anche nel rendere equilibrate le figure a livello ottico in un gioco ritmato di vuoti e di pieni, chiudendo gli spazi in orizzontale, e alludendo alla possibilità che la narrazione si ampli ulteriormente. Ma il senso delle sue raffigurazioni sta nella voluta estraneità alle tentazioni letterarie o narrative, in quanto ogni figura diventa emblematica: sono anonimi attori ed attrici le cui vesti alludono a un contemporaneità, contraddetta per altro dall'assenza di uno sfondo sociale e culturale decodificabile. Sono solo frammenti di un paesaggio umano che ha una doppia chiave di lettura. Da una parte c'è la rappresentazione del silenzio, della mancanza di comunicazione diretta fra i personaggi che si affiancano. Dall'altra, tuttavia, spira un'atmosfera di serenità che conferisce al silenzio il significato di un'evocazione di cose già dette e che non è più necessario ribadire.

Vittorio Sgarbi

"I giudizi dì Sgarbi " Editoriale Giorgio Mondadori


    

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Ultimo aggiornamento:  17-03-07