Home
Su
La storia della cittą
Napoli 1790-1820
Marmi e lapidi
Antiche cartoline
Itinerari Napoletani
Vie e Piazze
ViviForia
CentroForia
Napoli Vicereale
Da Foria a... Foria
Via Foria bis
Napoli sotterranea
Il Duomo
L'Universitą
La "Parthenope"
Gli Orti Botanici
Michelangelo Merisi
S. Pietro a Majella
Napoli in Musica
Napoli in Poesia
Le Voci
Le Maschere
L'Attore
La Fantasia
La Passione
Il Presepe
Il Vesuvio
Il Centro a...
Carte e Grand Tour
La Pagina di Lello
Dialoghi... filosofici
'O rrał
'A pizza

 

 

Il famoso Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella si č costituito dalla confluenza dei Conservatori di S. Onofrio a Capuano, di S. Maria di Loreto, che erano come si intende dalla denominazione, nei medesimi luoghi riportati nel nome, dal Conservatorio della Pietą dei Turchini, che era situato in Porta Medina, e dal Conservatorio dei Poveri di Gesł Cristo, con sede nella Chiesa della Madre della Misericordia. Tutti questi Conservatori eretti tra il XVI e il XVII secolo, erano destinati ad accogliere gli "scugnizzi", i fanciulli poveri, gli orfani, che venivano educati alla "gramatica", alle arti, alle lettere, alle opere di pietą. Nel secolo XVIII particolare cura era riservata anche all'apprendimento della musica, che attraverso le prestazioni degli allievi, rappresentava fonte di lucro per le casse dei Conservatori.

 

Nel 1806, con Giuseppe Bonaparte, si ebbe la riunificazione dei quattro conservatori nel "Collegio di Musica di San Sebastiano" (o "Real Collegio di Musica"), che nel corso dell'Ottocento divenne l'attuale Conservatorio di San Pietro a Majella.

La documentazione conservata nel suo Archivio, che va dal '500 all''800, testimonia l'origine, la vita, e lo sviluppo delle Opere di assistenza pubblica napoletane, fondate su forti lasciti di privati, quindi ricche di un patrimonio immobiliare consistente, arricchito da rendite anche di arredamenti, gabelle e altri tributi feudali. Per successivi decreti tra la fine del Settecento e durante i primi decenni dell'Ottocento, si ordinava agli impresari e ai maestri il deposito degli spartiti musicali nel Real Collegio di Musica. Appare quindi fin troppo evidente l'importanza che per aspetti diversissimi, per ricerche che possono spaziare dal patrimonio e dalle rendite dei conservatori fino alla storia della musica, che vede Napoli come la capitale riconosciuta, durante tutto il Settecento e fino all'Ottocento, si riconosce a questo patrimonio archivistico, cui si rivolgono gli studiosi di tutto il mondo. E quanto sia allora importante il riordinamento che questa Soprintendenza sta portando a termine per fornire i migliori strumenti di studio nel suo ambito.

Protocollo d’Intesa

con il Liceo Classico Statale "G. Garibaldi" di Napoli

Anni 2003 - 2004 - 2005 - 2006


    

 

Home | Su | La storia della cittą | Napoli 1790-1820 | Marmi e lapidi | Antiche cartoline | Itinerari Napoletani | Vie e Piazze | ViviForia | CentroForia | Napoli Vicereale | Da Foria a... Foria | Via Foria bis | Napoli sotterranea | Il Duomo | L'Universitą | La "Parthenope" | Gli Orti Botanici | Michelangelo Merisi | S. Pietro a Majella | Napoli in Musica | Napoli in Poesia | Le Voci | Le Maschere | L'Attore | La Fantasia | La Passione | Il Presepe | Il Vesuvio | Il Centro a... | Carte e Grand Tour | La Pagina di Lello | Dialoghi... filosofici | 'O rrał | 'A pizza

Ultimo aggiornamento:  05-04-07