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LA FARSA DEL CALCIO IN ITALIA DAL 2000
AL 2005
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Roma,
5
ottobre 2000
Sembrava una smagliatura nel sistema, potrebbe diventare una
voragine. E per un calcio piu' pulito dovremo ringraziare la
polizia polacca. Quella che, il 13 settembre scorso, si e'
accorta che la cittadinanza portoghese di due giocatori
brasiliani dell'Udinese era fondata sul nulla. Poi, nello
stesso club, altri due casi: il passaporto di Jorginho
perfino rubato, oltre che contraffatto.
Da allora, allarme rosso per uno scandalo che, giorno dopo
giorno, si ingigantisce. Rispediti in Brasile due giovani
del Vicenza,
falsa la
documentazione
di 3 giovani africani della Sampdoria.
Il giocatore che, extracomunitario, diventa comunitario vale
di piu': qualcuno, per guadagni facili e ingenti, non si e'
fatto scrupoli.
Ora le societa' corrono ai ripari.
Lo aveva gia' fatto la Lazio con Veron, considerandolo
extracomunitario per questo campionato, in attesa che la
magistratura stabilisca una volta per tutte se la sua
cittadinanza italiana e' fasulla o meno. Brusco stop anche
per l'iter della pratica Assuncao.
Le societa' si cautelano,controllano e fanno controllare,
mentre le magistrature di diverse citta' indagano. E
rimangono gli interrogativi? Giocatori colpevoli o solo
ingenui per essersi fidati di procuratori senza peli sullo
stomaco? E la professionalita' dei club del grande calcio
italiano (il piu' ricco e organizzato del mondo)? Come e'
stato possibile un raggiro nei loro confronti cosi' vistoso?
Se e' vero che per ogni passaporto falso sono stati spesi
dai 200 ai 300 milioni, qual'e' il vero volume economico del
losco business?
Carraro recentemente ha detto:"Gli
extracomunitari sono ormai una razza in via di estinzione".
L'abolizione della differenza tra extra e comunitari e' una
questione da affrontare con decisione e urgenza. Il
sindacato calciatori potrebbe patrocinarla, purche' sia
garantito un minimo di italiani in campo,diciamo meta'
squadra. E speriamo che anche il Palazzo dia il suo
contributo di vigilanza e di proposte.
Gianni Cerqueti |
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5 aprile
2001
Calcio e
nandrolone,
uno steroide anabolizzante usato per gonfiare i muscoli,
sembrano viaggiare ormai a braccetto in una simbiosi
scandalosa e pericolosa. Il caso di Fernando Couto, il
portoghese della
Lazio,
trovato non negativo dopo la partita Fiorentina-Lazio del 28
gennaio, ha sollevato ormai un polverone nel nostro mondo
del pallone.
Navigando con la mente scopriamo un listone di altri casi di
scottante attualita'.
I casi di doping piu recenti portano la firma del portiere
del
Bari
Gillet, di cui sono state concluse le operazioni di
controanalisi che hanno confermato la non negativita', e dei
piacentini
Caccia e Sacchetti, per i quali nelle prossima settimana ci
saranno le controanalisi. La lista di chi ha fatto uso di
anabolizzanti si allunga con gli ultimi casi di Bucchi e
Monaco del
Perugia,
risultati positivi lo scorso novembre e qualificati per 16
mesi. E allora e' un bel listone di calcio e farmacia. I
casi, compreso quello di Couto, diventano ancora piu'
scottanti, se si considera che da gennaio l'uso del doping
e' punito anche penalmente.
Ora anche l'Assocalciatori si rende conto del problema il
presidente Campana ha lanciato un vero monito ai giocatori,
invitandoli ad essere consapevoli di cosa prendono non
affidandosi totalmente alle decisioni dei dottori. Ed e'
notizia di oggi che Sergio Campana sarà ascoltato dal capo
della procura antidoping del Coni e dal collega dell'ufficio
indagini della Figc. Dunque il calcio ora e' avvolto dallo
scandalo nandrolone. Inevidabile ricordare le parole bomba
dell'estate '98 di Zeman sul calcio malato. Dichiarazioni a
cui seguirono polemiche, veleni e inchieste.
RaiSport |
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Roma,
21 maggio 2001
La
bufera passaporti
rischia di gettare un'ombra sulla conclusione del
campionato. Il destino di questa stagione calcistica e'
nelle mani della commissione disciplinare che, con un suo
pronunciamento potrebbe incidere anche sulla classifica
finale del torneo. Sempre che non si arrivi a strascichi
giudiziari. Verona, Napoli e il sindacato calciatori, per
voce dell'avvocato Sergio Campana, chiedono processi
immediati e per chi ha sbagliato pene da adottare nel
campionato in corso. Pastorello, presidente dei veneti,
minaccia il ricorso alla magistratura in caso di torti non
risarciti.
Una idea che non piace al vicepresidente del Milan e della
Lega, Adriano Galliani, che auspica un ritorno alla
giustizia sportiva "altrimenti si spacca tutto e se andiamo davanti ai tribunali
finisce il campionato",
ma che comunque vuole giustizia.
La commissione disciplinare della lega dovrebbe fissare a
breve le udienze per i processi a carico delle societa'
deferite:
Inter, Milan, Udinese, Vicenza, Lazio, Roma e Sampdoria. La commissione, quando decise di rinviare i processi in
attesa del pronunciamento della corte federale sulla
illegittimita' o meno della norma che differenziava
giocatori comunitari e non, fece sapere che entro maggio le
udienze sarebbero riprese.
"A fine campionato - dice Galliani - si fissino nuove regole
che vadano bene per tutti e basta liti". Ma, per ora, c'e' ancora tempo per litigare. "Giustizia
non e' ancora stata fatta - continua il dirigente rossonero
- perche' qualcuno ha detto che e' necessario aspettare
prima le decisioni della giustizia ordinaria per poi
adottare quelle sportive. E' evidente che cosi' possono
passare anni e poi e' difficile avere giustizia per chi
avesse subito torti". E' in questa frase la rivalutazione
della giustizia sportiva auspicata da Galliani che critica
anche la corte federale per l'applicazione immediata della
sentenza sull'abolizione della norma che limitava il
tesseramento degli extracomunitari. "Pensavo - spiega - che
la corte tenesse la sua decisione nel cassetto fino al 18
giugno. Sarebbe stato meglio per tutti. Non era mai accaduto
che si cambiassero le regole in corsa".
Ad esprimere le maggiori preoccupazioni sono
Verona e
Napoli. I due club temono che si possa arrivare ad un colpo di
spugna, ipotesi rifiutata dal professor Vincenzo Caianiello
("i principi di correttezza e lealta' valgono ancora anche
se la differenza tra extracomunitari e comunitari e' stata
abolita. qualcuno non li ha rispettati").
"Non sono un fomentatore - dice Pastorello - ho solo
ricordato che il consiglio e l'assemblea di Lega hanno
deciso all'unanimita' per le nuove regole, ma anche di
applicare quelle in vigore sino ad oggi. Ci aspettiamo che
ci sia una risposta celere e che vengano presi subito i
provvedimenti da applicare in questo campionato. Chi ha
sbagliato e' giusto che paghi". Insomma, se ci sono
squalifiche da comminare e punti di penalizzazione da
infliggere, che venga fatto. Anche con conseguenti
rivoluzioni in classifica.
"Giusti provvedimenti" chiede il napoletano Ferlaino.
"Sarebbe la fine - dice - se non ci fosse alcuna pena per
chi ha sbagliato. Mi auguro che la questione passaporti non
venga insabbiata, perche' si arriverebbe alla fine del
calcio".
Con Pastorello e Ferlaino sta l'Aic di Sergio Campana. "Cio'
che ha detto Pastorello e' giusto - commenta il sindacalista
dei calciatori - i regolamenti vigenti devono essere
applicati.
Chi ha sbagliato deve pagare. Se certe dichiarazioni sembrano clamorose significa che
il calcio ha adottato regole sbagliate". Alla commissione
disciplinare il compito di evitare il caos.
RaiSport |
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Calcio: conti e
scommesse, estate 'bollente'
26/06/2005 - 16:43
Bilanci in crisi e caso Genoa, incertezza sui campionati
(ANSA) - ROMA, 26 GIU - Saranno due settimane 'bollenti' quelle
al via domani per il calcio italiano, su cui pesano dissesti
finanziari, e non solo. A rischiare di non essere iscritte alla
prossima stagione
sarebbero 30-40 squadre e almeno 15 rischiano il fallimento.
In piu' c'e' il
Genoa
sotto inchiesta:
se la Figc lo retrocedera', si aprira' il nodo ripescaggio.
Sulle iscrizioni decidera' il 15 luglio la Lega, tenuto conto
del parere vincolante della Covisoc sui bilanci delle societa'.
copyright @ 2005 ANSA |
Bocchino:
Carraro mi ha assicurato estrema rigidità
"Oggi ho
incontrato Carraro". "Mi ha assicurato che verrà usato lo stesso
metro di giudizio che fu applicato la scorsa estate con il
Napoli". "Mi ha detto che ci sono già due società che sono in C poichè non riusciranno a mettersi in regola".
30/06/2005 14:13
di Antonio Gaito
Il parlamentare
di Alleanza Nazionale leader dell'opposizione in Consiglio
Regionale della Campania, Italo Bocchino, è intervenuto a
RadioGoal su KissKiss Napoli:
"Oggi ho incontrato Carraro come
previsto. Mi ha assicurato che verrà usato lo stesso metro di
giudizio che fu applicato la scorsa estate con il Napoli. Mi ha
detto che ci sono già due società che sono in C poichè non
riusciranno a mettersi in regola. Comunque
mi ha assicurato che ci sarà estrema
rigidità. Sono ottimista, ma non mi faccio illusioni;
lo spiraglio c'è. M'ha detto che Napoli manca al grande calcio,
e che gli piacerebbe esserci di più a Napoli e mangiare la pizza". |
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''Il 50% delle squadre di A e B non possono
iscriversi ai campionati se viene usato il metro adottato per il
Napoli lo scorso anno''.
E' quanto ha
detto Giovanni Schiavon, ispettore
generale del Ministero della Giustizia, intervenendo a Napoli ad
un convegno sul doping amministrativo nel calcio ad un anno dal
fallimento del club partenopeo. |
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I granata in A
(debito Irpef di 30 milioni), gli umbri (ultimi 6 stipendi non
pagati) e la Salernitana in B non sono iscrivibili ai loro
rispettivi campionati
MILANO, 1 luglio 2005
- La calda estate dei conti in rosso è ufficialmente cominciata.
Torino in serie A, Perugia e Salernitana in B non
sono iscrivibili
ai loro rispettivi campionati. Per ora.
A carico di Messina e Genoa (in A) e Crotone (in B) è in
corso una verifica dei documenti
da passare alla Covisoc.
Altre dieici società di C1 e C2, a vario titolo, sono più
fuori che dentro i campionati
e sono: Fidelis Andria, Foggia, Gela, Reggiana e Venezia (C1);
Como, Pro Vasto, Sora, Vis Pesaro e la neo promossa Canzese
(C2). E in più c’è anche la Cavese (C2) che deve sistemare la
sua situazione proprietaria, visto che ha cambiato il maggiore
azionista.
Andiamo con ordine.
Alla Lega di Milano la riunione del direttivo sui conti è
filata via più liscia del previsto.
Con un solo avviso-choc del vicepresidente di Lega Massimo
Cellino: "Come sapete oggi una squadra non ce l’ha fatta. Se il
Perugia è fuori? Sì". I conti del
Perugia sono veramente disastrosi: 24 milioni di Irpef non pagata
e 11 milioni di mora a carico; più altri 6 milioni di euro di
stipendi da pagare ai calciatori e agli altri dipendenti. Con
una aggiunta velenosa dello stesso Cellino: "E questa situazione
non è colpa di Alessandro Gaucci". Per chiamare in causa le
responsabilità di Big Luciano. Sul
Torino,
che ha appena finito di festeggiare la promozione in serie A,
peserebbe il macigno di 30 milioni di Irpef arretrata.
E
la scadenza con l’Agenzia delle entrate era fissata il 29
giugno. Stesso problema fiscale per la
Salernitana, ma di entità finanziaria minore. Il
Genoa, invece, ha mandato le ricevute di pagamento, che ora
verranno esaminate. Così come il
Messina s’è affrettato a inviare il «concordato» con l’Agenzia
autonoma delle entrate della Regione Sicilia: una procedura
particolare. Per il
Crotone
(serie B), di cui si erano evidenziate alcune difficoltà, la
situazione starebbe volgendo al sereno, con un aumento di
capitale da certificare in Covisoc.
Il presidente di Lega,
probabilmente, si aspettava qualcosa di peggio, perché ieri ha
dichiarato:
"I casi di inadempienza sono pochissimi e ricordo che la
verifica sull’Irpef è di competenza della Covisoc. Alla Lega
spetta soltanto esaminare la situazione degli stipendi e se ci
fossero problemi di debiti tra società e anche con i club
stranieri. Bisogna dare atto che tutti (o quasi) hanno pagato il
conto-campionato. Ogni anno si dice che il calcio sta male e poi
alla fine i presidenti mettono mani al portafogli".
Stavolta, però, il primo grido d’allarme è arrivato dal
presidente federale Carraro e non da uno qualunque. Alla
spigolosa domanda se ci fosse spazio per un ripescaggio del
Napoli in serie B, Galliani ribatte:
"Non dovete chiederlo a me,
dipende dalla Federazione. Bisognerà capire la situazione quando
ci sarà il Consiglio Federale sulle iscrizioni, già fissato per
venerdì 15 luglio. E su questo, però, c’è una classifica dei
ripescaggi da rispettare". E il presidente di Lega ha
abbandonato la scomoda postazione sui conti con un sospiro di
sollievo:
"La situazione migliora di anno in anno, anche se la
Lega ha una visione parziale, dei conti". Una visione più
globale, forse, ce l’ha la Lega di C, che ieri sera a Firenze ha
mandato in campo il suo presidente Mario Macalli per
ufficializzare verbalmente le esclusioni (provvisorie) dai
campionati di C1 e C2, a vario titolo.
Macalli era partito da lontano, nei giorni scorsi: "Siamo nei
guai. Guai seri". Facendo capire che una trentina di società
avevano il fiato corto. Ieri sera, seppure con dati numerici più
ridotti (10 società fuori) e in assenza degli incroci con le
verifiche Covisoc, ha aggiunto: "I presidenti non ce la fanno
più. Questo è un calcio diventato veramente insostenibile" .
Tanto per far intendere che la Lega di Firenze fa il suo dovere,
ma non se la sente di infierire più del dovuto. Per concludere
su tagli e ritagli,
Fidelis Andria, Foggia, Gela, Venezia
e Sora
non hanno presentato le "ricevute liberatorie" per certificare
di aver pagato gli stipendi ai giocatori. E, ovviamente, non
hanno pagato i relativi contributi previdenziali all’Enpals (e
l’Irpef). Il
Venezia, tra le altre disavventure, è fallito.
Reggiana, Pro Vasto, Vis Pesaro, Como e ancora
Sora e
Venezia non hanno pagato la "fideiussione bancaria" di 207 mila
euro per garantire la loro iscrizione al campionato. La
Canzese (neo promossa in C2) non
ha dato più notizie di sè. Per quanto riguarda la
Cavese (C2) la situazione s’è
complicata per il cambiamento di proprietà ai tempi
supplementari.
Adesso toccherà alla Covisoc fare gli straordinari per
controllare i conti. A proposito dei controlli, ecco i prossimi
appuntamenti: il 4 luglio c’è il primo stop di calciomercato
(che prosegue fino al 31 agosto) e la Covisoc farà i propri
controlli. Il giorno dopo, il 5 luglio, è il termine ultimo per
varare gli aumenti del capitale sociale da perfezionare entro il
31 dicembre. Il 9 luglio la Covisoc comunica alla Figc chi è in
regola e chi no con le iscrizioni ai campionati. Il 12 luglio è
il termine ultimo per appellarsi alla Coavisoc (secondo grado di
verifiche). La stessa Coavisoc il 14 luglio certifica al
Consiglio Federale, che si riunisce il 15, il proprio "parere
tecnico vincolante".
copyright @ 2005 GAZZETTA.IT |
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09
Agosto 2005 -- Sono appena state rese note le sentenze
del Consiglio di Stato, a quanto si è appreso,
i ricorsi del Napoli sono stati respinti
mentre
sono stati accolti solo
quelli di Messina, Torres e Gela. Con i calendari
bloccati dal Tribunale di Genoa, però, bisogna ancora attendere
e si fa sempre più insistente le voci che vorrebbero un
allargamento della serie B (bisognerà attendere il consiglio
federale in programma giovedì prossimo). Secondo Minervini,
avvocato del pool della società di De Laurentiis è passata la
linea che "pagare l'INAIL non è importante" ed ha poi aggiunto
con sconforto che "non ci sono più speranze".
Dunque il Messina è in A insieme ad Ascoli
e Treviso (ripescate al posto di Genoa e Torino), mentre
la Torres ed il Gela in C1. Con gli altri ricorsi
respinti il Perugia e la Salernitana
dovranno ripartire dalla C con il 'Lodo Petrucci', mentre
il Torino ripartirà dalla B. A
questo punto, a meno di clamorosi sviluppi è quasi ufficiale il
ripescaggio in B di Pescara e Catanzaro,
sfumano i sogni di ripescaggio in A per il Bologna id Gazzoni.
calcionapolinews.it |
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09/08/2005
Il Consiglio
di Stato ha rigettato i ricorsi del Bologna e della Figc contro
la decisione del Tar del Lazio di iscrivere al campionato di A
il Messina. Assieme al club giallorosso il Consiglio di Stato
avrebbe "salvato" anche Gela e Torres Sassari. Nulla da fare per
il Napoli, che resta in C, ma anche, come preventivato per
Torino e Perugia, costretti così a rinunciare alla serie A (gli
umbri potevano aspirare a subentrare proprio ai granata). "Il
mio primo pensiero va ai giocatori, perchè in questi giorni
hanno sofferto, tenuto duro in un ritiro davvero difficile. Sono
stati momenti di grande tensione, ma ora è finita". Lo ha detto
il presidente del Messina Pietro Franza, all'uscita di Palazzo
Spada, sede del Consiglio di Stato. I tifosi del Messina hanno
accolto la notizia con cori da stadio, ma il presidente Franza
vuole puntualizzare: "C'è chi dice che la perdita della serie A
ci sarebbe costata 100 milioni di euro, ma a me non interessa
parlare di soldi: più importante è aver mantenuto il diritto
sportivo, un settimo posto in serie A che ci siamo ampiamente
meritati. Ma questa per noi resta comunque una vittoria triste
perchè figlia dei tribunali. Stavolta ho veramente capito chi ci
è stato amico e chi no. Delle battaglie contro di noi del
Bologna preferisco non parlare". "E ora che giustizia è stata
fatta - ha detto - il Messina vuole recuperare la Coppa Italia
dalla quale era stata estromessa. Dovremo recuperare anche le
nostra immagine e la credibilità che in queste settimane si
erano un po’ appannate. Ora dobbiamo mettere mano al mercato e
rinforzare la squadra, perchè i danni che abbiamo subito in
questo periodo sono stati enormi", ha concluso Franza. "E'
andata male". Giuseppe Gazzoni Frascara, patron del Bologna,
commenta così la decisione del Consiglio di Stato di respingere
l'esposto della società rossoblù contro l'ammissione del Messina
in serie A. "Non conosco le motivazioni della decisione del
Consiglio di Stato, quindi non so perchè sia stato respinto. Noi
però abbiamo ancora in ballo la questione Reggina, anche lì ci
sono cose che non ci tornano e speriamo di fare valere
finalmente le nostre ragioni".
CALCIO, CONSIGLIO DI STATO: BOCCIATE TORINO, PERUGIA E NAPOLI.
IL SINDACO IERVOLINO SPERA IN UNA SOLUZIONE EQUILIBRATA
Dopo aver
confermato la sentenza del Tar sul Messina, decretando la
massima serie per i siciliani, il Consiglio di Stato ha respinto
gli appelli presentati da Torino, Perugia, rispettivamente per
la permanenza in serie a e B, e Napoli contro Vicenza e Pescara.
Stando così le cose, anche i partenopei partirebbero nella nuova
stagione dalla serie C1. La Federcalcio ora compia "una seria,
rigorosa ed equilibrata valutazione della situazione" e ammetta
il Napoli "al campionato di serie B". E' questa la richiesta del
sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e degli assessori Nicola
Oddati e Giulia Parente dopo la decisione del consiglio di Stato
che ha bocciato il ricorso presentato dal Napoli Soccer.
Iervolino e i componenti della sua giunta
esprimono anche "sconcerto e delusione" per questa decisione,
"dal momento che le ragioni del Napoli Soccer sostenute anche
dall'avvocatura del Comune apparivano valide e fondate".
telecaprisport.it |
Carraro, da dove cominciamo?
L'Istituzione calcistica ha smarrito la
sua credibilità. Dal caso Genoa al
processo Agricola, dalla Gea al
conflitto d'interesse. C'è una questione
morale davanti a noi come primo
comandamento
Carraro,
presidente Figc, con Galliani. Ansa
MILANO, 14 agosto
2005 - Dalla "galleria
degli indignati" che affligge e
mortifica Genova, una delle città più
affascinanti del mondo, s’è levata
qualche giorno fa una voce che non era
uno dei soliti ululati di bassa politica
contro la "somma ingiustizia" o un grido
di innocenza volto a cancellare dalla
storia e dagli atti giudiziari una
partita volgarmente e stupidamente
comprata. Era un ragionamento che
centrava il cuore del problema: la
smarrita credibilità dell'Istituzione
calcistica e quindi anche della sua
giustizia.
Guardavo la tv
regionale ligure. Dopo una serie di
interventi rabbiosi e banali, il
presidente della Regione Burlando ha
detto: "Ci rifiutiamo di accettare una
così pesante condanna da chi ha ignorato
la severa sentenza di un tribunale dello
Stato nei confronti del medico della
Juve, con accuse specifiche di doping".
E ha proseguito argomentando che gli
atti giudiziari non possono essere
ignorati quando c'è di mezzo un grande
club e acquisiti in termini decisivi per
mandare il Genoa nel baratro.
Ecco l'aspetto
cruciale del grande sconquasso
calcistico e morale che il calcio sta
vivendo, in sinistra armonia con un
Paese dove potere e arbitrio, verità e
mistificazione si confondono. Devo
riconoscere che il Carraro degli ultimi
tempi sta tentando una coraggiosa
rimonta di cui il "caso Genoa" finisce
col diventare — mi dispiace solo per la
gente, non per i dirigenti, né per i
politici — un caposaldo per il presente
e il futuro. E la stessa pubblicazione
dei calendari dà forza ai diritti dello
sport. Ma voltiamoci indietro a scrutare
tutti gli squallidi esempi che sono
stati lasciati per strada.
Il caso del medico della Juve ha una sua
forza emblematica. Potremmo anche
giurare in coro, seppure con qualche
imbarazzo, sulla sua innocenza. La mia
esperienza professionale in molte
carceri italiane mi ha reso garantista
assoluto. Ma quella condanna del
tribunale torinese, a 22 mesi con una
motivazione davvero inquietante, non
poteva essere assolutamente ignorata.
Per carità, siamo al primo grado di
giudizio. Ma in attesa di quello
definitivo, una "sospensione
cautelativa", non una squalifica, non
una fucilazione alla schiena,
rappresentava non una scelta, bensì un
dovere.
Questo dovere non l'ha
avvertito nessuno: né la Juve, né la
Federcalcio, né il Coni, né
l'interessato. Sei mesi di silenzio,
sabbia su sabbia. E io mi chiedo con
quale coraggio si possa perseguire un
poverocristo del ciclismo,
dell'atletica, dello sci di fondo, che
ha preso una pillola offertagli da un
maneggione se non si ha la forza di
sospendere "cautelativamente" un medico
di prima linea condannato da un
tribunale dello Stato.
Il calcio negli ultimi
anni ha vissuto di intrecci equivoci, di
soluzioni temporanee diventate eterne.
Non c'è solo il
caso più eclatante, quello del Galliani
trino che guida la Lega (non a tempo,
come aveva detto), dirige il Milan,
lavora benissimo per Mediaset, suo brodo
primordiale. E porta il campionato sugli
schermi di casa: per la prima volta.
La passività con cui questa situazione
viene vissuta non ne attenua la
sconcertante sostanza.
Il resto è naturale.
Sulla situazione
della Gea, l'azienda popolata da figli
di uomini potenti, che gestisce il
lavoro di un massa di giocatori e
tecnici, non si è mai fatta chiarezza.
Inchieste su arbitri chiacchierati si
sono spente per consunzione naturale.
Fideiussioni non idonee, società fuori
da tutte le regole già un anno fa
ammesse "misteriosamente" ai campionati.
E non parlo dei bigliettini-spazzatura
che si scambiavano quegli allegroni
della Caf chiamati a giudicare il Genoa.
Dovrebbero scomparire per la vergogna.
In questo scenario di
sbracatura comportamentale e di etica
sotto i piedi, non
possiamo meravigliarci poi se Collina,
sommo arbitro, proposto per una futura
santità nella sua categoria, firmi uno
stravagante contratto personale con
l'industria che sponsorizza il Milan.
Gli sembra una cosa naturale. E
lo stesso Galliani non trova di meglio
che ricordare, a mo' di alibi non
richiesto, "un rigore negato da Collina
al Milan per un fallo su Cafu" o
indicare, lui presidente della Lega, una
soluzione privatistica: non designatelo
per le partite del Milan. Cadono le
braccia.
Presidente Carraro, il
caso Genoa va per la sua strada dolorosa
e inevitabile. Ma la questione morale
resta davanti a noi come un primo
comandamento, un macigno da rimuovere o,
se vuole, uno spazio vitale ormai
piccolissimo tra il futuro e il baratro.
Da dove cominciamo?
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CALCIO, NAPOLI;
IERVOLINO: PRECLUSIONE CONTRO LA CITTA'
E' amaro il commento del sindaco di Napoli, Rosa Russo
Iervolino, dopo la decisione del Consiglio Federale che ha
bocciato le speranze di ripescaggio in B del club
partenopeo: ''Mi pare proprio che ci sia, mi dispiace dirlo,
una specie di preclusione nei confronti del Napoli che
diventa poi una preclusione nei confronti della città'' ha
detto la Iervolino.
''Sono state esaminate e si è tenuto
conto delle ragioni di tutte le squadre salvo che del
Napoli. Ci sono squadre che sono state ripescate in serie B
più di una volta''. Iervolino si è detta delusa anche dal
comportamento di Carraro: ''Nessuno pretende nulla, però
questo fatto di liquidare il Napoli senza neppure una parola
di motivazione mi pare veramente incredibile, al di fuori di
qualsiasi aspettativa''. (N.A) (16/08/2005)
(Spr)
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Treviso e Ascoli in A, il Toro in B
Gli altri verdetti del Consiglio
Federale: Vicenza, Pescara e
Catanzaro ripescate in serie B, il
Genoa in serie C1 con tre punti di
squalifica. Ratificata l'iscrizione
della Reggina
Franco Carraro,
presidente della Figc. Ansa
ROMA, 16
agosto 2005 - Tre ore.
Quelle che sono servite al Consiglio
Federale per esprimere i propri
verdetti. Anticipati da
Antonio Giraudo pochi
minuti fa:
"I
calendari si faranno e saranno con i
nomi delle squadre. Niente X. Quindi
Torino in serie B e Ascoli e Treviso
in serie A. E poi Vicenza, Pescara e
Catanzaro ripescate in serie B".
Il Consiglio Federale nella riunione
odierna ha confermato il Genoa in
serie C1 con tre punti di
penalizzazione.
Ripescate dunque in serie A Treviso
e Ascoli, ratificata l'iscrizione
della Reggina. Vicenza, Catanzaro e
Pescara in serie B; Chieti, Monza,
San Marino e Juve Stabia in serie
C1. In questa serie giocheranno
anche Perugia e Salernitana, la cui
richiesta di lodo Petrucci è stata
accolta, e anche il Napoli
ma i legali del club azzurro
continueranno la loro battaglia al
Consiglio di Stato (udienza il 19
agosto). Lo Jesolo è stato ripescato
in serie C2. Forse non saranno
verdetti inappellabili (Genoa e
Napoli continueranno ad esempio le
rispettive battaglie), ma sono
quelli con cui saranno compilati i
calendari. Poi sarà difficile
tornare indietro.
Le reazioni degli
"sconfitti" sono state dure e
molteplici.
Giuseppe Gazzoni Frascara,
patron del Bologna, non ci sta: "La
Reggina, lo ripeterò fino alla noia,
si è iscritta al buio. Non si
conoscevano ancora le carte dei
calabresi. Voglio sapere se il
debito di 18 milioni di euro è stato
saldato davvero. Per essere iscritti
al campionato bisogna essere in
regola, e non si possono iscrivere
società con un debito del genere.
Con 18 milioni a disposizione avrei
potuto mettere su un Bologna super.
Sono molto deluso, nel calcio di
oggi chi fa le cose per bene finisce
per pagare...".
Il Napoli tornerà davanti al
Consiglio di Stato. Un
ricorso è stato presentato contro
Figc, Pescara e Vicenza. Gli
avvocati del Napoli ricorrono contro
la Federazione perchè "non ha
comunicato al Napoli alcuna
iniziativa procedimentale volta a
tenere in considerazione quanto
considerato dall'ordinanza cautelare
resa dal Consiglio di Stato, ma ha
convocato per il 16 agosto la
riunione del Consiglio Federale per
la deliberazione degli organici
finalizzata alla formazione dei
calendari di A, B e C. Ciò -
rappresenta una manifesta
inosservanza di quanto disposto dal
Consiglio di Stato con il
provvedimento cautelare della sesta
sezione numero 3859/2005 del 9
agosto 2005". Pertanto il Napoli
chiede al Consiglio di Stato di
verificare la violazione della legge
articolo 21 1034/1971 in materia di
"eccesso di potere - eccesso di
potere per sviamento - violazione
del giusto procedimento - carenza di
istruttoria".
Tutto rinviato,
invece, per il Como: il Consiglio di
Stato deciderà venerdì sera (intanto
i calendari saranno fatti con una
x). Il giovane neopresidente del
Como Calcio, Alessandro De Blasio: "Chiedo
a Carraro di usare il suo potere
discrezionale e di inviare la nostra
documentazione alla Covisoc per un
riesame, esattamente come è successo
con la Reggina, mi auguro che
Carraro non faccia come Ponzio
Pilato, perchè noi abbiamo
acquistato il Como il 29 giugno e i
termini scadevano il 30 giugno,
quindi il nostro è solo un problema
materiale, perchè i documenti
dimostrano che il nuovo Como è a
posto dal 6 luglio".
Accorato l'appello
del presidente del Coni,
Gianni
Petrucci:
"Quale massimo
rappresentante dello sport italiano,
ritengo indispensabile richiamare
tutte le componenti sportive e
società partecipanti ai campionati
al rispetto delle regole, sia di
ordine tecnico, sia principalmente
di carattere sportivo ed etico,
indispensabili per assicurare quel
clima di serenità e lealtà nelle
competizioni, onde consentire il
regolare avvio dei campionati".
Scommettiamo che rimarrà
inascoltato?
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Roma, 16 agosto 2005,
19:41
Sono stati diramati dal Consiglio direttivo della Lega di serie
C presieduta dal presidente Mario Macalli,
i due gironi del prossimo campionato di serie C1.
Girone A:
Cittadella, Fermana, Genoa,
Giulianova, Lumezzane, Monza, Novara, Padova, Pavia,
Pizzighettone, Pro Patria, Pro Sesto, Ravenna,
Salernitana, Sambenedettese, San
Marino, Spezia, Teramo
Girone B:
Acireale, Chieti, Foggia, Frosinone, Gela, Grosseto, Juve Stabia,
Lanciano, Lucchese, Manfredonia, Martina, Massese,
Napoli,
Perugia, Pisa, Pistoiese, Sangiovannese, Sassari Torres |
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TRA LE PERSONE INVITATE A
COMPARIRE ALLA PROCURA DI NAPOLI DELLA VALLE E
LOTITO. COINVOLTO ANCHE UN DIRIGENTE DEL MILAN
INSIEME AD ARBITRI, POIZIOTTI E FINANZIERI
Il direttore generale
bianconero avrebbe fatto pressioni su Lippi per
condizionare le convocazioni in nazionale a
favore della Juve
NAPOLI - E' un fiume in piena che sta
travolgendo il pianeta calcio. Sono usciti dal
fascicolo aperto dalla procura di Napoli tutti i
nomi delle 41 persone indagate e invitate a
presentarsi davanti ai pm. Sono nomi di primo
piano. Dirigenti di club come Luciano Moggi e
Antonio Giraudo e il milanista Leonardo Meani,
presidenti e proprietari come Andrea e Diego
Della Valle e Claudio Lotito, quadri federali
come Franco Carraro e Innocenzo Mazzini, una
lista di arbitri lunghissima tra i quali De
Santis e Dondarini, i designatori Bergamo e
Pairetto. Ma anche agenti, finanzieri e un
giornalista.
Anche il nome del ct della Nazionale Marcello
Lippi compare ma nell'inchiesta romana e, dalle
intercettazioni, risultano delle pressioni di
Moggi su Lippi per quanto riguarda le
convocazioni in Nazionale. Il direttore generale
bianconero voleva che gli azzurri fossero
convocati anche "in relazione ai contingenti
interessi" della stessa Juventus. In questa
prospettiva, sono state intercettate alcune
telefonate prima e dopo la partita Italia
Bielorussia del 13 ottobre 2004. In particolare
il 12 ottobre Moggi e Giraudo fanno riferimento,
in una telefonata, a una precedente
conversazione con Lippi in cui Moggi avrebbe
dato disposizioni tecniche sulla scelta della
formazione della Nazionale.
In un'altra telefonata, del 14 ottobre, giorno
successivo alla partita, è lo stesso Lippi -
scrivono i magistrati - che parla con Moggi
della formazione schierata, e quasi chiede
rassicurazioni sulle scelte fatte, con
particolare riferimento all'esclusione di
Cannavaro, richiesta da Moggi.
A Napoli, invece, negli inviti a comparire, per
13 indagati si ipotizza l'associazione per
delinquere finalizzata alla frode sportiva, per
24 la frode sportiva, per due la violazione del
segreto d'ufficio e altri due il peculato.
I magistrati delineano anche quella che
assomiglia a una "cupola": a loro i pm
contestano l'"aggravante di aver promosso,
costituito ed organizzato l'associazione" a
delinquere: Moggi, Giraudo, Mazzini, Bergamo,
Pairetto, e De Santis. Oltre a questi, ma senza
l'aggravante, l'ex presidente dell'Aia Tullio
Lanese, l'ex segretaria della Commissione
arbitri (Can) Maria Grazia Fazzi, il
responsabile degli assistenti della Can Gennaro
Mazzei, il segretario della Figc Francesco
Ghirelli, l'arbitro Pasquale Rodomonti,
l'assistente Duccio Baglioni e il giornalista
Ignazio Scardina.
Per Moggi e Giraudo si ipotizza anche il reato
di concorso in sequestro di persona in
riferimento a un episodio avvenuto al termine
della partita Reggina-Juventus del 6 novembre
2004, conclusasi 2-1 per i calabresi, quando i
due dirigenti avrebbero chiuso a chiave negli
spogliatoi l'arbitro Paparesta e i suoi
collaboratori Cristiano Copelli e Aniello Di
Mauro.
Ma l'elenco è incompleto. Ci sarebbero altri
indagati per i quali non è stato emesso l'invito
a comparire. Un terremoto che riguarda venti
partite del campionato 2004/2005: 19 di serie A
e una di serie B. Lunedì a Roma è fissato un
interrogatorio di Luciano Moggi, ha confermato
il procuratore della Repubblica di Napoli
Giovandomenico Lepore.
Va ricordato comunque che essere iscritti nel
registro degli indagati non significa aver
commesso il reato, ma solo che i magistrati
stanno appunto indagando su episodi e
comportamenti sospetti.
Secondo i Pm gli indagati avrebbero messo in
piedi un'organizzazione che punta a controllare
e condizionare il calcio italiano nell'interesse
della Juventus e di società amiche con la
realizzazione di ingentissimi profitti.
Questa mattina i carabinieri sono andati nella
sede della Federcalcio dove sono rimasti quasi
quattro ore per consegnare gli inviti a
comparire della procura di Napoli ad alcune
delle persone coinvolte. Quindi è scattata la
perquisizione a casa del presidente
dimissionario Carraro.
E quasi contemporaneamente i carabinieri si sono
presentati anche al centro tecnico di Coverciano
per consegnare gli inviti a comparire destinati
agli arbitri che sono riuniti da ieri sera
insieme al designatore, Maurizio Mattei e al
presidente dell'Aia, Tullio Lanese (indagato).
Poi i militari sono arrivati anche nella sede
dell'Associazione italiana arbitri a Roma.
Oltre a consegnare gli inviti a comparire, i
carabinieri hanno anche raccolto documenti e
materiale informatico dalla sede della
Federcalcio.
La Figc ha fatto sapere attraverso un comunicato
che alla magistratura sarà assicurata "piena
collaborazione" e sarà nominato come avvocato
difensore della stessa Figc, "in quanto persona
offesa", Tito Lucrezio Milella.
Calcio pulito, nomi e cariche
degli indagati a Napoli
ROMA - Dirigenti, presidenti,
arbitri, designatori, poliziotti. Ecco I 41
invitati a comparire dalla procura di Napoli per
l'inchiesta sul calcio, con i relativi
incarichi.
- Luciano Moggi: direttore generale della
Juventus.
- Antonio Giraudo: amministratore delegato della
Juventus.
- Andrea Della Valle: presidente Fiorentina.
- Diego Della Valle: presidente onorario
Fiorentina.
- Claudio Lotito: presidente Lazio.
- Leonardo Meani: dirigente Milan.
- Sandro Mencucci: amministratore esecutivo
Fiorentina.
- Alessandro Moggi: amministratore Gea.
- Franco Carraro: presidente Figc.
- Innocenzo Mazzini: vice presidente della Figc.
- Francesco Ghirelli: segretario Figc.
- Maria Grazia Fazi: impiegata Figc ed ex
segretaria Can.
- Paolo Bergamo: ex designatore arbitri.
- Pier Luigi Pairetto: ex designatore arbitri.
- Tullio Lanese: presidente dell'Associazione
italiana arbitri.
- Massimo De Santis: arbitro.
- Gennaro Mazzei: responsabile assistenti nella
commissione Can.
- Pasquale Rodomonti: arbitro.
- Duccio Baglioni: assistente.
- Carmine Alvino: assistente.
- Paolo Bertini: arbitro.
- Enrico Ceniccola: assistente.
- Gabriele Contini: assistente.
- Paolo Dondarini: arbitro.
- Marco Gabriele: arbitro.
- Giuseppe Foschetti: assistente.
- Silvio Geminiani: assistente.
- Alessandro Griselli: assistente.
- Marco Ivaldi: assistente.
- Domenico Messina: arbitro.
- Narciso Pisacreta: già assistente, ora vice
commissario Can.
- Claudio Puglisi: assistente.
- Gianluca Rocchi: arbitro.
- Salvatore Racalbuto: arbitro.
- Paolo Tagliavento: arbitro.
- Stefano Titomanlio: assistente.
- Fabio Basili: poliziotto.
- Pier Luigi Vitelli: poliziotto.
- Francesco Attardi: generale Gdf.
- Giuseppe Lasco: capitano Gdf.
- Ignazio Scardina: giornalista di Rai Sport.
(LaRepubblicaSport.it - 12
maggio 2006)
Le tappe fondamentali
dello scandalo che ha
travolto il calcio
dalle prime
intercettazioni alle
richieste del
procuratore Palazzi
2
MAGGIO
La Federcalcio, dopo
indiscrezioni
pubblicate da alcuni
quotidiani, rende
noto che l'Ufficio
Indagini ha già
lavorato su episodi
di presunta
corruzione nel mondo
calcistico e
arbitrale. Si parla
di intercettazioni
telefoniche
compromettenti.
4
MAGGIO
La
stampa pubblica i
nomi che emergono
dalle
intercettazioni. I
primi sono l'ex
designatore
arbitrale Pierluigi
Pairetto, il dg e
l'amministratore
delegato della
Juventus, Luciano
Moggi e Antonio
Giraudo, e il
vicepresidente della
Figc, Innocenzo
Mazzini.
5
MAGGIO
Il
presidente della
Figc, Franco Carraro
dichiara di non
avere intenzione di
dimettersi. Alcuni
esponenti del mondo
politico chiedono
l'apertura di una
commissione di
inchiesta. Moggi: «È
tutta una
buffonata». L'Uefa
ha aperto un
procedimento
disciplinare nei
confronti di
Pierluigi Pairetto,
chiuso con un
«rimprovero
ufficiale».
6
MAGGIO
La Procura di Napoli
mette sotto
inchiesta Luciano
Moggi, il figlio
Alessandro e i soci
della Gea dell'anno
2004. Le accuse
sono: associazione
per delinquere
finalizzata alla
frode in
competizione
sportiva.
8
MAGGIO
Franco Carraro si
dimette da
presidente della
Federcalcio. Gli
subentra
momentaneamente il
vicepresidente
vicario Giancarlo
Abete. L'arbitro
Massimo De Santis:
«Sono tranquillo e
sereno. Questo
Mondiale me lo sono
guadagnato e non lo
mollo per nessuna
ragione al mondo».
10
MAGGIO
Il
vicepresidente della
Figc, Innocenzo
Mazzini, si dimette.
A Roma vengono
ascoltati gli
arbitri Dattilo,
Bertini e Cassarà.
L'Espresso anticipa
che tra gli indagati
dalla Procura di
Napoli ci sono anche
il dimissionario
presidente federale
Carraro, l'arbitro
De Santis e il
designatore Pairetto.
Si parla di nove
squadre coinvolte.
11
MAGGIO
Si
dimette l'intero Cda
della Juve. La
Procura di Parma
apre un'inchiesta su
scommesse con broker
non autorizzati:
indagati Buffon,
Maresca, Iuliano e
Chimenti.
12
MAGGIO
Juventus, Milan,
Lazio e Fiorentina
sono le società
indagate; 19 le
partite di serie A
sotto inchiesta più
una di serie B.
Notificati 41 inviti
a comparire tra
dirigenti di club,
dirigenti federali,
vertici arbitrali,
designatori,
arbitri, assistenti,
un giornalista e
agenti della Digos
di Roma. Tra questi
anche Moggi, Giraudo,
Bergamo, Pairetto,
Lanese, Mazzini, i
fratelli Della
Valle, Dondarini,
Messina, Racalbuto,
Tagliavento, e
Vitelli. Negli
inviti a comparire,
per 13 indagati si
ipotizza
l'associazione per
delinquere
finalizzata alla
frode sportiva, per
24 la frode
sportiva, per 2 la
violazione del
segreto d'ufficio e
altri 2 il peculato.
Vengono perquisiti
gli uffici di Figc e
Aia.
13
MAGGIO
Buffon si presenta
spontaneamente alla
Procura di Torino.
La Figc ritira
l'accredito mondiale
all'arbitro De
Santis, ai
guardalinee Ivaldi e
Griselli e agli ex
designatori Bergamo
e Pairetto.
14
MAGGIO
La Juventus vince il
suo 29esimo
scudetto. Berlusconi:
«Esigiamo che ci
restituiscano i due
scudetti che ci
spettano». Luciano
Moggi: «Da stasera
il mondo del calcio
non è più il mio
mondo. Mi dimetto da
direttore generale
della Juventus». Il
presidente dell'Aia,
Tullio Lanese, si
autosospende.
18
MAGGIO
L'Aia sospende
cautelativamente De
Santis, Rodomonti,
Bertini, Dondarini,
Rocchi, Messina,
Gabriele, Racalbuto
e Tagliavento, i
nove arbitri
raggiunti da avviso
di garanzia. La
Guardia di Finanza
perquisisce la sede
della Juventus e le
abitazioni private
di Luciano Moggi e
dei calciatori Fabio
Cannavaro e Zlatan
Ibrahimovic
23
MAGGIO
Guido
Rossi nomina l'ex
procuratore capo di
Milano, Francesco
Saverio Borrelli,
capo dell'Ufficio
Indagini della
Federcalcio.
26
MAGGIO
Davide Lippi viene
iscritto nel
registro degli
indagati dalla
Procura di Roma. Con
lui anche Riccardo
Calleri, Giuseppe De
Mita e Tommaso
Cellini, tutti
vicini in un modo o
nell'altro alla Gea.
I loro nomi si
aggiungono a quelli
di Luciano e
Alessandro Moggi,
Franco Zavaglia e
Chiara Geronzi. Il
reato contestato è
associazione a
delinquere
finalizzata
all'illecita
concorrenza con
minacce e violenza.
5
GIUGNO
Continua l'ondata di
interrogatori in
Federcalcio. A
Milano, invece,
Adriano Galliani
incontra il
commissario
straordinario della
Figc Guido Rossi.
14
GIUGNO
Guido Rossi,
commissario
straordinario Figc,
nomina commissario
straordinario
dell'Aia l'ex
direttore di gara
Luigi Agnolin.
15
GIUGNO
Guido
Rossi, commissario
straordinario Figc,
nomina presidente
della Caf Cesare
Ruperto (al posto di
Cesare Martellino).
19
GIUGNO
Francesco Saverio
Borrelli chiude la
prima tranche della
sua indagine su
calciopoli, la più
importante,
consegnando l'esito
dell'inchiesta
dell'Ufficio
indagini (190
pagine) al
procuratore
federale, Stefano
Palazzi. Il
procuratore dovrebbe
far partire i
deferimenti tra il
20 e il 22.
22
GIUGNO
Il
procuratore
federale, Stefano
Palazzi, deferisce
alla Caf Juventus,
Milan, Lazio e
Fiorentina per
violazione degli
articoli 1 e/o 6 del
codice di giustizia
sportiva. Deferiti
anche Moggi, Giraudo,
Galliani, Meani,
Andrea Della Valle,
Diego Della Valle,
Mencucci, Lotito,
Ferri, Carraro,
Mazzini, Lanese,
Bergamo, Pairetto,
Mazzei, Ingargiola,
Bertini, De Santis,
Dondarini, Babini,
Messina, Paparesta,
Rocchi, Rodomonti,
Tagliavento, Puglisi.
Adriano Galliani si
dimette da
presidente della
Lega Calcio.
29
GIUGNO
Inizia allo stadio
Olimpico di Roma, ed
è subito rinviato,
il maxiprocesso
sportivo di primo
grado davanti alla
Commissione
d'appello federale.
4
LUGLIO
Milan, Lazio e
Fiorentina in serie
B, Juventus
retrocessa come le
altre all'ultimo
posto in classifica
per il 2004/05 e
«assegnata a un
campionato
inferiore», che non
potrà essere la B.
Queste le richieste
più clamorose della
Procura federale.
Come corollario, lo
scudetto 2004/05
della Juve verrebbe
revocato, come
quello di questa
stagione:
quest'ultimo non
verrebbe assegnato.
Le penalizzazioni in
classifica chieste
per il prossimo
campionato
(qualunque sia, nel
caso della Juve)
sono di 6 punti per
la Juventus, 15
punti per la Lazio e
per la Fiorentina e
3 punti per il Milan.
Quasi tutti gli
imputati principali
subiscono la
richiesta di cinque
anni di squalifica
con proposta di
radiazione: tra i
dirigenti Luciano
Moggi, Antonio
Giraudo, Claudio
Lotito, Andrea Della
Valle, Diego Della
Valle e Sandro
Mencucci. Cinque
anni con proposta di
radiazione anche per
i dirigenti federali
Franco Carraro e
Innocenzo Mazzini e
per i dirigenti
arbitrali Tullio
Lanese, Pierluigi
Pairetto e Paolo
Bergamo, e anche per
gli arbitri De
Santis, Tagliavento,
Rodomonti, Dondarini,
Bertini, Messina e
Rocchi.
7
LUGLIO
Concluso il
dibattimento del
processo sportivo di
primo grado: la Caf
si ritira in camera
di consiglio.
(da Corriere della
sera)
14 luglio 2006
- 20:59
Sentenza: Juve,
Fiorentina e Lazio retrocesse
JUVENTUS
-
Ultimo posto nel campionato
2004-05 con conseguente revoca
dello scudetto. Non assegnazione
dello scudetto 2005-06. Serie B
con penalità di 30 punti.
Luciano
Moggi
(ex d.g.) 5 anni di inibizione
così come all'ex amministratore
delegato
Antonio
Giraudo .
MILAN
-
Penalizzazione in serie A di 15
punti e niente Champions League
(44 punti di penalizzazione
nello scorso campionato).
Adriano
Galliani
(vicepresidente) inibizione di 1
anno.
Leonardo
Meani
(addetto agli arbitri)
inibizione di 3 anni e 6 mesi.
FIORENTINA
-
Retrocessione in serie B (ultimo
posto ultimo campionato). 12
punti di penalizzazione.
Andrea
Della Valle
(presidente) inibizione 3 anni e
6 mesi.
Diego
Della Valle
(presidente onorario) inibizione
4 anni.
LAZIO
-
Retrocessione in serie B (ultimo
posto nell'ultimo campionato). 7
punti di penalizzazione.
Claudio
Lotito
inibito 3 anni.
DIRIGENTI
FIGC
-
Franco
Carraro
(presidente) inibizione 4 anni e
6 mesi.
Innocenzo
Mazzini
(vicepresidente) inibizione 5
anni.
DIRIGENTI ARBITRALI
-
Paolo
Bergamo
(designatore) difetto
giurisdizione;
Pierluigi
Pairetto
inibizione 2 anni e 6 mesi;
Tullio
Lanese
(presidente) inibizione 2 anni e
mezzo;
Gennaro
Mazzei
(vice commissario Can)
inibizione 1 anno;
Pietro
Ingargiola
(osservatore) ammonizione.
ARBITRI
-
Massimo De
Santis
inibizione 4 anni e 6 mesi;
Pasquale
Rodomonti
prosciolto;
Paolo
Dondarini
3 anni e 6 mesi;
Paolo
Bertini
prosciolto;
Domenico
Messina
prosciolto;
Gianluca
Rocchi
prosciolto;
Paolo
Tagliavento
prosciolto;
Gianluca
Paparesta
inibizione 3 mesi.
GUARDALINEE
-
Claudio
Puglisi
inibizione 1 anno;
Fabrizio
Babini
inibizione 1 anno.
IL FUTURO
- Il giudizio d'appello, della
Corte Federale, secondo grado di
giudizio, dovrebbe avvenire
entro il 25 luglio, in tempo per
le scadenza Uefa. In
serie A, stante questo primo
grado di giudizio, Juventus,
Fiorentina e Lazio sarebbero
sostituite da
Messina, Lecce
e
Treviso.
(da Gazzetta.it)
25
luglio
2006
CALCIOPOLI, L'APPELLO
ROMA
- Alle
fine,
con una
mezz'ora
esatta
di
ritardo
rispetto
alle
annunciate
20,30, è
arrivata
la
sentenza
di
appello
della
federcalcio.
Le pene
sono
state
ridotte:
la
Juventus
è
l'unica
squadra
ad
essere
restrocessa
in serie
B, con
17 punti
di
penalizzazione.
Fiorentina
e Lazio
resteranno
in serie
A, la
prima
con 19
punti di
penalizzazione,
la
seconda
con 11.
Il Milan,
che
resta in
serie A,
partirà
da -8.
...e quasi per tutte le
squadre finisce a
tarallucci e vino...
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