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LA FARSA DEL CALCIO IN ITALIA DAL 2000 AL 2005

Roma, 5 ottobre 2000

Sembrava una smagliatura nel sistema, potrebbe diventare una voragine. E per un calcio piu' pulito dovremo ringraziare la polizia polacca. Quella che, il 13 settembre scorso, si e' accorta che la cittadinanza portoghese di due giocatori brasiliani dell'Udinese era fondata sul nulla. Poi, nello stesso club, altri due casi: il passaporto di Jorginho perfino rubato, oltre che contraffatto.

Da allora, allarme rosso per uno scandalo che, giorno dopo giorno, si ingigantisce. Rispediti in Brasile due giovani del Vicenza, falsa la documentazione di 3 giovani africani della Sampdoria.

Il giocatore che, extracomunitario, diventa comunitario vale di piu': qualcuno, per guadagni facili e ingenti, non si e' fatto scrupoli.

Ora le societa' corrono ai ripari.

Lo aveva gia' fatto la Lazio con Veron, considerandolo extracomunitario per questo campionato, in attesa che la magistratura stabilisca una volta per tutte se la sua cittadinanza italiana e' fasulla o meno. Brusco stop anche per l'iter della pratica Assuncao.

Le societa' si cautelano,controllano e fanno controllare, mentre le magistrature di diverse citta' indagano. E rimangono gli interrogativi? Giocatori colpevoli o solo ingenui per essersi fidati di procuratori senza peli sullo stomaco? E la professionalita' dei club del grande calcio italiano (il piu' ricco e organizzato del mondo)? Come e' stato possibile un raggiro nei loro confronti cosi' vistoso? Se e' vero che per ogni passaporto falso sono stati spesi dai 200 ai 300 milioni, qual'e' il vero volume economico del losco business?

Carraro recentemente ha detto:"Gli extracomunitari sono ormai una razza in via di estinzione".

L'abolizione della differenza tra extra e comunitari e' una questione da affrontare con decisione e urgenza. Il sindacato calciatori potrebbe patrocinarla, purche' sia garantito un minimo di italiani in campo,diciamo meta' squadra. E speriamo che anche il Palazzo dia il suo contributo di vigilanza e di proposte.

Gianni Cerqueti

5 aprile 2001

Calcio e nandrolone, uno steroide anabolizzante usato per gonfiare i muscoli, sembrano viaggiare ormai a braccetto in una simbiosi scandalosa e pericolosa. Il caso di Fernando Couto, il portoghese della Lazio, trovato non negativo dopo la partita Fiorentina-Lazio del 28 gennaio, ha sollevato ormai un polverone nel nostro mondo del pallone.

Navigando con la mente scopriamo un listone di altri casi di scottante attualita'. I casi di doping piu recenti portano la firma del portiere del Bari Gillet, di cui sono state concluse le operazioni di controanalisi che hanno confermato la non negativita', e dei piacentini Caccia e Sacchetti, per i quali nelle prossima settimana ci saranno le controanalisi. La lista di chi ha fatto uso di anabolizzanti si allunga con gli ultimi casi di Bucchi e Monaco del Perugia, risultati positivi lo scorso novembre e qualificati per 16 mesi. E allora e' un bel listone di calcio e farmacia. I casi, compreso quello di Couto, diventano ancora piu' scottanti, se si considera che da gennaio l'uso del doping e' punito anche penalmente.

Ora anche l'Assocalciatori si rende conto del problema il presidente Campana ha lanciato un vero monito ai giocatori, invitandoli ad essere consapevoli di cosa prendono non affidandosi totalmente alle decisioni dei dottori. Ed e' notizia di oggi che Sergio Campana sarà ascoltato dal capo della procura antidoping del Coni e dal collega dell'ufficio indagini della Figc. Dunque il calcio ora e' avvolto dallo scandalo nandrolone. Inevidabile ricordare le parole bomba dell'estate '98 di Zeman sul calcio malato. Dichiarazioni a cui seguirono polemiche, veleni e inchieste.

RaiSport

Roma, 21 maggio 2001

La bufera passaporti rischia di gettare un'ombra sulla conclusione del campionato. Il destino di questa stagione calcistica e' nelle mani della commissione disciplinare che, con un suo pronunciamento potrebbe incidere anche sulla classifica finale del torneo. Sempre che non si arrivi a strascichi giudiziari. Verona, Napoli e il sindacato calciatori, per voce dell'avvocato Sergio Campana, chiedono processi immediati e per chi ha sbagliato pene da adottare nel campionato in corso. Pastorello, presidente dei veneti, minaccia il ricorso alla magistratura in caso di torti non risarciti.

Una idea che non piace al vicepresidente del Milan e della Lega, Adriano Galliani, che auspica un ritorno alla giustizia sportiva "altrimenti si spacca tutto e se andiamo davanti ai tribunali finisce il campionato", ma che comunque vuole giustizia.

La commissione disciplinare della lega dovrebbe fissare a breve le udienze per i processi a carico delle societa' deferite: Inter, Milan, Udinese, Vicenza, Lazio, Roma e Sampdoria. La commissione, quando decise di rinviare i processi in attesa del pronunciamento della corte federale sulla illegittimita' o meno della norma che differenziava giocatori comunitari e non, fece sapere che entro maggio le udienze sarebbero riprese.

"A fine campionato - dice Galliani - si fissino nuove regole che vadano bene per tutti e basta liti". Ma, per ora, c'e' ancora tempo per litigare. "Giustizia non e' ancora stata fatta - continua il dirigente rossonero - perche' qualcuno ha detto che e' necessario aspettare prima le decisioni della giustizia ordinaria per poi adottare quelle sportive. E' evidente che cosi' possono passare anni e poi e' difficile avere giustizia per chi avesse subito torti". E' in questa frase la rivalutazione della giustizia sportiva auspicata da Galliani che critica anche la corte federale per l'applicazione immediata della sentenza sull'abolizione della norma che limitava il tesseramento degli extracomunitari. "Pensavo - spiega - che la corte tenesse la sua decisione nel cassetto fino al 18 giugno. Sarebbe stato meglio per tutti. Non era mai accaduto che si cambiassero le regole in corsa".

Ad esprimere le maggiori preoccupazioni sono Verona e Napoli. I due club temono che si possa arrivare ad un colpo di spugna, ipotesi rifiutata dal professor Vincenzo Caianiello ("i principi di correttezza e lealta' valgono ancora anche se la differenza tra extracomunitari e comunitari e' stata abolita. qualcuno non li ha rispettati").

"Non sono un fomentatore - dice Pastorello - ho solo ricordato che il consiglio e l'assemblea di Lega hanno deciso all'unanimita' per le nuove regole, ma anche di applicare quelle in vigore sino ad oggi. Ci aspettiamo che ci sia una risposta celere e che vengano presi subito i provvedimenti da applicare in questo campionato. Chi ha sbagliato e' giusto che paghi". Insomma, se ci sono squalifiche da comminare e punti di penalizzazione da infliggere, che venga fatto. Anche con conseguenti rivoluzioni in classifica.

"Giusti provvedimenti" chiede il napoletano Ferlaino. "Sarebbe la fine - dice - se non ci fosse alcuna pena per chi ha sbagliato. Mi auguro che la questione passaporti non venga insabbiata, perche' si arriverebbe alla fine del calcio".

Con Pastorello e Ferlaino sta l'Aic di Sergio Campana. "Cio' che ha detto Pastorello e' giusto - commenta il sindacalista dei calciatori - i regolamenti vigenti devono essere applicati. Chi ha sbagliato deve pagare. Se certe dichiarazioni sembrano clamorose significa che il calcio ha adottato regole sbagliate". Alla commissione disciplinare il compito di evitare il caos.

RaiSport


Calcio: conti e scommesse, estate 'bollente'                           26/06/2005 - 16:43

Bilanci in crisi e caso Genoa, incertezza sui campionati


(ANSA) - ROMA, 26 GIU - Saranno due settimane 'bollenti' quelle al via domani per il calcio italiano, su cui pesano dissesti finanziari, e non solo. A rischiare di non essere iscritte alla prossima stagione
sarebbero 30-40 squadre e almeno 15 rischiano il fallimento. In piu' c'e' il Genoa sotto inchiesta: se la Figc lo retrocedera', si aprira' il nodo ripescaggio. Sulle iscrizioni decidera' il 15 luglio la Lega, tenuto conto del parere vincolante della Covisoc sui bilanci delle societa'.

copyright @ 2005 ANSA

Bocchino: Carraro mi ha assicurato estrema rigidità

"Oggi ho incontrato Carraro". "Mi ha assicurato che verrà usato lo stesso metro di giudizio che fu applicato la scorsa estate con il Napoli". "Mi ha detto che ci sono già due società che sono in C poichè non riusciranno a mettersi in regola".

30/06/2005 14:13 di Antonio Gaito

Il parlamentare di Alleanza Nazionale leader dell'opposizione in Consiglio Regionale della Campania, Italo Bocchino, è intervenuto a RadioGoal su KissKiss Napoli: "Oggi ho incontrato Carraro come previsto. Mi ha assicurato che verrà usato lo stesso metro di giudizio che fu applicato la scorsa estate con il Napoli. Mi ha detto che ci sono già due società che sono in C poichè non riusciranno a mettersi in regola. Comunque mi ha assicurato che ci sarà estrema rigidità. Sono ottimista, ma non mi faccio illusioni; lo spiraglio c'è. M'ha detto che Napoli manca al grande calcio, e che gli piacerebbe esserci di più a Napoli e mangiare la pizza".

''Il 50% delle squadre di A e B non possono iscriversi ai campionati se viene usato il metro adottato per il Napoli lo scorso anno''.

E' quanto ha detto Giovanni Schiavon, ispettore generale del Ministero della Giustizia, intervenendo a Napoli ad un convegno sul doping amministrativo nel calcio ad un anno dal fallimento del club partenopeo.

I granata in A (debito Irpef di 30 milioni), gli umbri (ultimi 6 stipendi non pagati) e la Salernitana in B non sono iscrivibili ai loro rispettivi campionati

MILANO, 1 luglio 2005 - La calda estate dei conti in rosso è ufficialmente cominciata. Torino in serie A, Perugia e Salernitana in B non sono iscrivibili ai loro rispettivi campionati. Per ora. A carico di Messina e Genoa (in A) e Crotone (in B) è in corso una verifica dei documenti da passare alla Covisoc. Altre dieici società di C1 e C2, a vario titolo, sono più fuori che dentro i campionati e sono: Fidelis Andria, Foggia, Gela, Reggiana e Venezia (C1); Como, Pro Vasto, Sora, Vis Pesaro e la neo promossa Canzese (C2). E in più c’è anche la Cavese (C2) che deve sistemare la sua situazione proprietaria, visto che ha cambiato il maggiore azionista.

Andiamo con ordine. Alla Lega di Milano la riunione del direttivo sui conti è filata via più liscia del previsto. Con un solo avviso-choc del vicepresidente di Lega Massimo Cellino: "Come sapete oggi una squadra non ce l’ha fatta. Se il Perugia è fuori? Sì". I conti del Perugia sono veramente disastrosi: 24 milioni di Irpef non pagata e 11 milioni di mora a carico; più altri 6 milioni di euro di stipendi da pagare ai calciatori e agli altri dipendenti. Con una aggiunta velenosa dello stesso Cellino: "E questa situazione non è colpa di Alessandro Gaucci". Per chiamare in causa le responsabilità di Big Luciano. Sul Torino, che ha appena finito di festeggiare la promozione in serie A, peserebbe il macigno di 30 milioni di Irpef arretrata.

E la scadenza con l’Agenzia delle entrate era fissata il 29 giugno. Stesso problema fiscale per la Salernitana, ma di entità finanziaria minore. Il Genoa, invece, ha mandato le ricevute di pagamento, che ora verranno esaminate. Così come il Messina s’è affrettato a inviare il «concordato» con l’Agenzia autonoma delle entrate della Regione Sicilia: una procedura particolare. Per il Crotone (serie B), di cui si erano evidenziate alcune difficoltà, la situazione starebbe volgendo al sereno, con un aumento di capitale da certificare in Covisoc. Il presidente di Lega, probabilmente, si aspettava qualcosa di peggio, perché ieri ha dichiarato: "I casi di inadempienza sono pochissimi e ricordo che la verifica sull’Irpef è di competenza della Covisoc. Alla Lega spetta soltanto esaminare la situazione degli stipendi e se ci fossero problemi di debiti tra società e anche con i club stranieri. Bisogna dare atto che tutti (o quasi) hanno pagato il conto-campionato. Ogni anno si dice che il calcio sta male e poi alla fine i presidenti mettono mani al portafogli".

Stavolta, però, il primo grido d’allarme è arrivato dal presidente federale Carraro e non da uno qualunque. Alla spigolosa domanda se ci fosse spazio per un ripescaggio del Napoli in serie B, Galliani ribatte: "Non dovete chiederlo a me, dipende dalla Federazione. Bisognerà capire la situazione quando ci sarà il Consiglio Federale sulle iscrizioni, già fissato per venerdì 15 luglio. E su questo, però, c’è una classifica dei ripescaggi da rispettare". E il presidente di Lega ha abbandonato la scomoda postazione sui conti con un sospiro di sollievo: "La situazione migliora di anno in anno, anche se la Lega ha una visione parziale, dei conti". Una visione più globale, forse, ce l’ha la Lega di C, che ieri sera a Firenze ha mandato in campo il suo presidente Mario Macalli per ufficializzare verbalmente le esclusioni (provvisorie) dai campionati di C1 e C2, a vario titolo.

Macalli era partito da lontano, nei giorni scorsi: "Siamo nei guai. Guai seri". Facendo capire che una trentina di società avevano il fiato corto. Ieri sera, seppure con dati numerici più ridotti (10 società fuori) e in assenza degli incroci con le verifiche Covisoc, ha aggiunto: "I presidenti non ce la fanno più. Questo è un calcio diventato veramente insostenibile". Tanto per far intendere che la Lega di Firenze fa il suo dovere, ma non se la sente di infierire più del dovuto. Per concludere su tagli e ritagli, Fidelis Andria, Foggia, Gela, Venezia e Sora non hanno presentato le "ricevute liberatorie" per certificare di aver pagato gli stipendi ai giocatori. E, ovviamente, non hanno pagato i relativi contributi previdenziali all’Enpals (e l’Irpef). Il Venezia, tra le altre disavventure, è fallito. Reggiana, Pro Vasto, Vis Pesaro, Como e ancora Sora e Venezia non hanno pagato la "fideiussione bancaria" di 207 mila euro per garantire la loro iscrizione al campionato. La Canzese (neo promossa in C2) non ha dato più notizie di sè. Per quanto riguarda la Cavese (C2) la situazione s’è complicata per il cambiamento di proprietà ai tempi supplementari.

Adesso toccherà alla Covisoc fare gli straordinari per controllare i conti. A proposito dei controlli, ecco i prossimi appuntamenti: il 4 luglio c’è il primo stop di calciomercato (che prosegue fino al 31 agosto) e la Covisoc farà i propri controlli. Il giorno dopo, il 5 luglio, è il termine ultimo per varare gli aumenti del capitale sociale da perfezionare entro il 31 dicembre. Il 9 luglio la Covisoc comunica alla Figc chi è in regola e chi no con le iscrizioni ai campionati. Il 12 luglio è il termine ultimo per appellarsi alla Coavisoc (secondo grado di verifiche). La stessa Coavisoc il 14 luglio certifica al Consiglio Federale, che si riunisce il 15, il proprio "parere tecnico vincolante".

copyright @ 2005 GAZZETTA.IT

09 Agosto 2005 -- Sono appena state rese note le sentenze del Consiglio di Stato, a quanto si è appreso, i ricorsi del Napoli sono stati respinti mentre sono stati accolti solo quelli di Messina, Torres e Gela. Con i calendari bloccati dal Tribunale di Genoa, però, bisogna ancora attendere e si fa sempre più insistente le voci che vorrebbero un allargamento della serie B (bisognerà attendere il consiglio federale in programma giovedì prossimo). Secondo Minervini, avvocato del pool della società di De Laurentiis è passata la linea che "pagare l'INAIL non è importante" ed ha poi aggiunto con sconforto che "non ci sono più speranze".

Dunque il Messina è in A insieme ad Ascoli e Treviso (ripescate al posto di Genoa e Torino), mentre la Torres ed il Gela in C1. Con gli altri ricorsi respinti il Perugia e la Salernitana dovranno ripartire dalla C con il 'Lodo Petrucci', mentre il Torino ripartirà dalla B. A questo punto, a meno di clamorosi sviluppi è quasi ufficiale il ripescaggio in B di Pescara e Catanzaro, sfumano i sogni di ripescaggio in A per il Bologna id Gazzoni.

calcionapolinews.it

09/08/2005

Il Consiglio di Stato ha rigettato i ricorsi del Bologna e della Figc contro la decisione del Tar del Lazio di iscrivere al campionato di A il Messina. Assieme al club giallorosso il Consiglio di Stato avrebbe "salvato" anche Gela e Torres Sassari. Nulla da fare per il Napoli, che resta in C, ma anche, come preventivato per Torino e Perugia, costretti così a rinunciare alla serie A (gli umbri potevano aspirare a subentrare proprio ai granata). "Il mio primo pensiero va ai giocatori, perchè in questi giorni hanno sofferto, tenuto duro in un ritiro davvero difficile. Sono stati momenti di grande tensione, ma ora è finita". Lo ha detto il presidente del Messina Pietro Franza, all'uscita di Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato. I tifosi del Messina hanno accolto la notizia con cori da stadio, ma il presidente Franza vuole puntualizzare: "C'è chi dice che la perdita della serie A ci sarebbe costata 100 milioni di euro, ma a me non interessa parlare di soldi: più importante è aver mantenuto il diritto sportivo, un settimo posto in serie A che ci siamo ampiamente meritati. Ma questa per noi resta comunque una vittoria triste perchè figlia dei tribunali. Stavolta ho veramente capito chi ci è stato amico e chi no. Delle battaglie contro di noi del Bologna preferisco non parlare". "E ora che giustizia è stata fatta - ha detto - il Messina vuole recuperare la Coppa Italia dalla quale era stata estromessa. Dovremo recuperare anche le nostra immagine e la credibilità che in queste settimane si erano un po’ appannate. Ora dobbiamo mettere mano al mercato e rinforzare la squadra, perchè i danni che abbiamo subito in questo periodo sono stati enormi", ha concluso Franza. "E' andata male". Giuseppe Gazzoni Frascara, patron del Bologna, commenta così la decisione del Consiglio di Stato di respingere l'esposto della società rossoblù contro l'ammissione del Messina in serie A. "Non conosco le motivazioni della decisione del Consiglio di Stato, quindi non so perchè sia stato respinto. Noi però abbiamo ancora in ballo la questione Reggina, anche lì ci sono cose che non ci tornano e speriamo di fare valere finalmente le nostre ragioni".


CALCIO, CONSIGLIO DI STATO: BOCCIATE TORINO, PERUGIA E NAPOLI. IL SINDACO IERVOLINO SPERA IN UNA SOLUZIONE EQUILIBRATA

Dopo aver confermato la sentenza del Tar sul Messina, decretando la massima serie per i siciliani, il Consiglio di Stato ha respinto gli appelli presentati da Torino, Perugia, rispettivamente per la permanenza in serie a e B, e Napoli contro Vicenza e Pescara. Stando così le cose, anche i partenopei partirebbero nella nuova stagione dalla serie C1. La Federcalcio ora compia "una seria, rigorosa ed equilibrata valutazione della situazione" e ammetta il Napoli "al campionato di serie B". E' questa la richiesta del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e degli assessori Nicola Oddati e Giulia Parente dopo la decisione del consiglio di Stato che ha bocciato il ricorso presentato dal Napoli Soccer. Iervolino e i componenti della sua giunta esprimono anche "sconcerto e delusione" per questa decisione, "dal momento che le ragioni del Napoli Soccer sostenute anche dall'avvocatura del Comune apparivano valide e fondate".

telecaprisport.it

Carraro, da dove cominciamo?
L'Istituzione calcistica ha smarrito la sua credibilità. Dal caso Genoa al processo Agricola, dalla Gea al conflitto d'interesse. C'è una questione morale davanti a noi come primo comandamento

Carraro, presidente Figc, con Galliani. Ansa

 

MILANO, 14 agosto 2005 - Dalla "galleria degli indignati" che affligge e mortifica Genova, una delle città più affascinanti del mondo, s’è levata qualche giorno fa una voce che non era uno dei soliti ululati di bassa politica contro la "somma ingiustizia" o un grido di innocenza volto a cancellare dalla storia e dagli atti giudiziari una partita volgarmente e stupidamente comprata. Era un ragionamento che centrava il cuore del problema: la smarrita credibilità dell'Istituzione calcistica e quindi anche della sua giustizia.
Guardavo la tv regionale ligure. Dopo una serie di interventi rabbiosi e banali, il presidente della Regione Burlando ha detto: "Ci rifiutiamo di accettare una così pesante condanna da chi ha ignorato la severa sentenza di un tribunale dello Stato nei confronti del medico della Juve, con accuse specifiche di doping". E ha proseguito argomentando che gli atti giudiziari non possono essere ignorati quando c'è di mezzo un grande club e acquisiti in termini decisivi per mandare il Genoa nel baratro.
Ecco l'aspetto cruciale del grande sconquasso calcistico e morale che il calcio sta vivendo, in sinistra armonia con un Paese dove potere e arbitrio, verità e mistificazione si confondono. Devo riconoscere che il Carraro degli ultimi tempi sta tentando una coraggiosa rimonta di cui il "caso Genoa" finisce col diventare — mi dispiace solo per la gente, non per i dirigenti, né per i politici — un caposaldo per il presente e il futuro. E la stessa pubblicazione dei calendari dà forza ai diritti dello sport. Ma voltiamoci indietro a scrutare tutti gli squallidi esempi che sono stati lasciati per strada.
Il caso del medico della Juve ha una sua forza emblematica. Potremmo anche giurare in coro, seppure con qualche imbarazzo, sulla sua innocenza. La mia esperienza professionale in molte carceri italiane mi ha reso garantista assoluto. Ma quella condanna del tribunale torinese, a 22 mesi con una motivazione davvero inquietante, non poteva essere assolutamente ignorata. Per carità, siamo al primo grado di giudizio. Ma in attesa di quello definitivo, una "sospensione cautelativa", non una squalifica, non una fucilazione alla schiena, rappresentava non una scelta, bensì un dovere.
Questo dovere non l'ha avvertito nessuno: né la Juve, né la Federcalcio, né il Coni, né l'interessato. Sei mesi di silenzio, sabbia su sabbia. E io mi chiedo con quale coraggio si possa perseguire un poverocristo del ciclismo, dell'atletica, dello sci di fondo, che ha preso una pillola offertagli da un maneggione se non si ha la forza di sospendere "cautelativamente" un medico di prima linea condannato da un tribunale dello Stato.
Il calcio negli ultimi anni ha vissuto di intrecci equivoci, di soluzioni temporanee diventate eterne. Non c'è solo il caso più eclatante, quello del Galliani trino che guida la Lega (non a tempo, come aveva detto), dirige il Milan, lavora benissimo per Mediaset, suo brodo primordiale. E porta il campionato sugli schermi di casa: per la prima volta. La passività con cui questa situazione viene vissuta non ne attenua la sconcertante sostanza.
Il resto è naturale. Sulla situazione della Gea, l'azienda popolata da figli di uomini potenti, che gestisce il lavoro di un massa di giocatori e tecnici, non si è mai fatta chiarezza. Inchieste su arbitri chiacchierati si sono spente per consunzione naturale. Fideiussioni non idonee, società fuori da tutte le regole già un anno fa ammesse "misteriosamente" ai campionati. E non parlo dei bigliettini-spazzatura che si scambiavano quegli allegroni della Caf chiamati a giudicare il Genoa. Dovrebbero scomparire per la vergogna.
In questo scenario di sbracatura comportamentale e di etica sotto i piedi, non possiamo meravigliarci poi se Collina, sommo arbitro, proposto per una futura santità nella sua categoria, firmi uno stravagante contratto personale con l'industria che sponsorizza il Milan. Gli sembra una cosa naturale. E lo stesso Galliani non trova di meglio che ricordare, a mo' di alibi non richiesto, "un rigore negato da Collina al Milan per un fallo su Cafu" o indicare, lui presidente della Lega, una soluzione privatistica: non designatelo per le partite del Milan. Cadono le braccia.
Presidente Carraro, il caso Genoa va per la sua strada dolorosa e inevitabile. Ma la questione morale resta davanti a noi come un primo comandamento, un macigno da rimuovere o, se vuole, uno spazio vitale ormai piccolissimo tra il futuro e il baratro. Da dove cominciamo?

CALCIO, NAPOLI; IERVOLINO: PRECLUSIONE CONTRO LA CITTA'

E' amaro il commento del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, dopo la decisione del Consiglio Federale che ha bocciato le speranze di ripescaggio in B del club partenopeo: ''Mi pare proprio che ci sia, mi dispiace dirlo, una specie di preclusione nei confronti del Napoli che diventa poi una preclusione nei confronti della città'' ha detto la Iervolino. ''Sono state esaminate e si è tenuto conto delle ragioni di tutte le squadre salvo che del Napoli. Ci sono squadre che sono state ripescate in serie B più di una volta''. Iervolino si è detta delusa anche dal comportamento di Carraro: ''Nessuno pretende nulla, però questo fatto di liquidare il Napoli senza neppure una parola di motivazione mi pare veramente incredibile, al di fuori di qualsiasi aspettativa''. (N.A) (16/08/2005) (Spr)

Treviso e Ascoli in A, il Toro in B

Gli altri verdetti del Consiglio Federale: Vicenza, Pescara e Catanzaro ripescate in serie B, il Genoa in serie C1 con tre punti di squalifica. Ratificata l'iscrizione della Reggina

Franco Carraro, presidente della Figc. Ansa

ROMA, 16 agosto 2005 - Tre ore. Quelle che sono servite al Consiglio Federale per esprimere i propri verdetti. Anticipati da Antonio Giraudo pochi minuti fa: "I calendari si faranno e saranno con i nomi delle squadre. Niente X. Quindi Torino in serie B e Ascoli e Treviso in serie A. E poi Vicenza, Pescara e Catanzaro ripescate in serie B". Il Consiglio Federale nella riunione odierna ha confermato il Genoa in serie C1 con tre punti di penalizzazione.

Ripescate dunque in serie A Treviso e Ascoli, ratificata l'iscrizione della Reggina. Vicenza, Catanzaro e Pescara in serie B; Chieti, Monza, San Marino e Juve Stabia in serie C1. In questa serie giocheranno anche Perugia e Salernitana, la cui richiesta di lodo Petrucci è stata accolta, e anche il Napoli ma i legali del club azzurro continueranno la loro battaglia al Consiglio di Stato (udienza il 19 agosto). Lo Jesolo è stato ripescato in serie C2. Forse non saranno verdetti inappellabili (Genoa e Napoli continueranno ad esempio le rispettive battaglie), ma sono quelli con cui saranno compilati i calendari. Poi sarà difficile tornare indietro.

Le reazioni degli "sconfitti" sono state dure e molteplici. Giuseppe Gazzoni Frascara, patron del Bologna, non ci sta: "La Reggina, lo ripeterò fino alla noia, si è iscritta al buio. Non si conoscevano ancora le carte dei calabresi. Voglio sapere se il debito di 18 milioni di euro è stato saldato davvero. Per essere iscritti al campionato bisogna essere in regola, e non si possono iscrivere società con un debito del genere. Con 18 milioni a disposizione avrei potuto mettere su un Bologna super. Sono molto deluso, nel calcio di oggi chi fa le cose per bene finisce per pagare...".

Il Napoli tornerà davanti al Consiglio di Stato. Un ricorso è stato presentato contro Figc, Pescara e Vicenza. Gli avvocati del Napoli ricorrono contro la Federazione perchè "non ha comunicato al Napoli alcuna iniziativa procedimentale volta a tenere in considerazione quanto considerato dall'ordinanza cautelare resa dal Consiglio di Stato, ma ha convocato per il 16 agosto la riunione del Consiglio Federale per la deliberazione degli organici finalizzata alla formazione dei calendari di A, B e C. Ciò - rappresenta una manifesta inosservanza di quanto disposto dal Consiglio di Stato con il provvedimento cautelare della sesta sezione numero 3859/2005 del 9 agosto 2005". Pertanto il Napoli chiede al Consiglio di Stato di verificare la violazione della legge articolo 21 1034/1971 in materia di "eccesso di potere - eccesso di potere per sviamento - violazione del giusto procedimento - carenza di istruttoria".

Tutto rinviato, invece, per il Como: il Consiglio di Stato deciderà venerdì sera (intanto i calendari saranno fatti con una x). Il giovane neopresidente del Como Calcio, Alessandro De Blasio: "Chiedo a Carraro di usare il suo potere discrezionale e di inviare la nostra documentazione alla Covisoc per un riesame, esattamente come è successo con la Reggina, mi auguro che Carraro non faccia come Ponzio Pilato, perchè noi abbiamo acquistato il Como il 29 giugno e i termini scadevano il 30 giugno, quindi il nostro è solo un problema materiale, perchè i documenti dimostrano che il nuovo Como è a posto dal 6 luglio".

Accorato l'appello del presidente del Coni, Gianni Petrucci: "Quale massimo rappresentante dello sport italiano, ritengo indispensabile richiamare tutte le componenti sportive e società partecipanti ai campionati al rispetto delle regole, sia di ordine tecnico, sia principalmente di carattere sportivo ed etico, indispensabili per assicurare quel clima di serenità e lealtà nelle competizioni, onde consentire il regolare avvio dei campionati". Scommettiamo che rimarrà inascoltato?

 

Roma,  16 agosto 2005, 19:41
Sono stati diramati dal Consiglio direttivo della Lega di serie C presieduta dal presidente Mario Macalli, i due gironi del prossimo campionato di serie C1.
 

Girone A: Cittadella, Fermana, Genoa, Giulianova, Lumezzane, Monza, Novara, Padova, Pavia, Pizzighettone, Pro Patria, Pro Sesto, Ravenna, Salernitana, Sambenedettese, San Marino, Spezia, Teramo
 

Girone B: Acireale, Chieti, Foggia, Frosinone, Gela, Grosseto, Juve Stabia, Lanciano, Lucchese, Manfredonia, Martina, Massese, Napoli, Perugia, Pisa, Pistoiese, Sangiovannese, Sassari Torres


TRA LE PERSONE INVITATE A COMPARIRE ALLA PROCURA DI NAPOLI DELLA VALLE E LOTITO. COINVOLTO ANCHE UN DIRIGENTE DEL MILAN INSIEME AD ARBITRI, POIZIOTTI E FINANZIERI

Il direttore generale bianconero avrebbe fatto pressioni su Lippi per condizionare le convocazioni in nazionale a favore della Juve

NAPOLI - E' un fiume in piena che sta travolgendo il pianeta calcio. Sono usciti dal fascicolo aperto dalla procura di Napoli tutti i nomi delle 41 persone indagate e invitate a presentarsi davanti ai pm. Sono nomi di primo piano. Dirigenti di club come Luciano Moggi e Antonio Giraudo e il milanista Leonardo Meani, presidenti e proprietari come Andrea e Diego Della Valle e Claudio Lotito, quadri federali come Franco Carraro e Innocenzo Mazzini, una lista di arbitri lunghissima tra i quali De Santis e Dondarini, i designatori Bergamo e Pairetto. Ma anche agenti, finanzieri e un giornalista.

Anche il nome del ct della Nazionale Marcello Lippi compare ma nell'inchiesta romana e, dalle intercettazioni, risultano delle pressioni di Moggi su Lippi per quanto riguarda le convocazioni in Nazionale. Il direttore generale bianconero voleva che gli azzurri fossero convocati anche "in relazione ai contingenti interessi" della stessa Juventus. In questa prospettiva, sono state intercettate alcune telefonate prima e dopo la partita Italia Bielorussia del 13 ottobre 2004. In particolare il 12 ottobre Moggi e Giraudo fanno riferimento, in una telefonata, a una precedente conversazione con Lippi in cui Moggi avrebbe dato disposizioni tecniche sulla scelta della formazione della Nazionale.

In un'altra telefonata, del 14 ottobre, giorno successivo alla partita, è lo stesso Lippi - scrivono i magistrati - che parla con Moggi della formazione schierata, e quasi chiede rassicurazioni sulle scelte fatte, con particolare riferimento all'esclusione di Cannavaro, richiesta da Moggi.

A Napoli, invece, negli inviti a comparire, per 13 indagati si ipotizza l'associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, per 24 la frode sportiva, per due la violazione del segreto d'ufficio e altri due il peculato.

I magistrati delineano anche quella che assomiglia a una "cupola": a loro i pm contestano l'"aggravante di aver promosso, costituito ed organizzato l'associazione" a delinquere: Moggi, Giraudo, Mazzini, Bergamo, Pairetto, e De Santis. Oltre a questi, ma senza l'aggravante, l'ex presidente dell'Aia Tullio Lanese, l'ex segretaria della Commissione arbitri (Can) Maria Grazia Fazzi, il responsabile degli assistenti della Can Gennaro Mazzei, il segretario della Figc Francesco Ghirelli, l'arbitro Pasquale Rodomonti, l'assistente Duccio Baglioni e il giornalista Ignazio Scardina.

Per Moggi e Giraudo si ipotizza anche il reato di concorso in sequestro di persona in riferimento a un episodio avvenuto al termine della partita Reggina-Juventus del 6 novembre 2004, conclusasi 2-1 per i calabresi, quando i due dirigenti avrebbero chiuso a chiave negli spogliatoi l'arbitro Paparesta e i suoi collaboratori Cristiano Copelli e Aniello Di Mauro.

Ma l'elenco è incompleto. Ci sarebbero altri indagati per i quali non è stato emesso l'invito a comparire. Un terremoto che riguarda venti partite del campionato 2004/2005: 19 di serie A e una di serie B. Lunedì a Roma è fissato un interrogatorio di Luciano Moggi, ha confermato il procuratore della Repubblica di Napoli Giovandomenico Lepore.

Va ricordato comunque che essere iscritti nel registro degli indagati non significa aver commesso il reato, ma solo che i magistrati stanno appunto indagando su episodi e comportamenti sospetti.

Secondo i Pm gli indagati avrebbero messo in piedi un'organizzazione che punta a controllare e condizionare il calcio italiano nell'interesse della Juventus e di società amiche con la realizzazione di ingentissimi profitti.

Questa mattina i carabinieri sono andati nella sede della Federcalcio dove sono rimasti quasi quattro ore per consegnare gli inviti a comparire della procura di Napoli ad alcune delle persone coinvolte. Quindi è scattata la perquisizione a casa del presidente dimissionario Carraro.

E quasi contemporaneamente i carabinieri si sono presentati anche al centro tecnico di Coverciano per consegnare gli inviti a comparire destinati agli arbitri che sono riuniti da ieri sera insieme al designatore, Maurizio Mattei e al presidente dell'Aia, Tullio Lanese (indagato). Poi i militari sono arrivati anche nella sede dell'Associazione italiana arbitri a Roma.

Oltre a consegnare gli inviti a comparire, i carabinieri hanno anche raccolto documenti e materiale informatico dalla sede della Federcalcio.

La Figc ha fatto sapere attraverso un comunicato che alla magistratura sarà assicurata "piena collaborazione" e sarà nominato come avvocato difensore della stessa Figc, "in quanto persona offesa", Tito Lucrezio Milella.

Calcio pulito, nomi e cariche degli indagati a Napoli

ROMA - Dirigenti, presidenti, arbitri, designatori, poliziotti. Ecco I 41 invitati a comparire dalla procura di Napoli per l'inchiesta sul calcio, con i relativi incarichi.

- Luciano Moggi: direttore generale della Juventus.
- Antonio Giraudo: amministratore delegato della Juventus.
- Andrea Della Valle: presidente Fiorentina.
- Diego Della Valle: presidente onorario Fiorentina.
- Claudio Lotito: presidente Lazio.
- Leonardo Meani: dirigente Milan.
- Sandro Mencucci: amministratore esecutivo Fiorentina.
- Alessandro Moggi: amministratore Gea.

- Franco Carraro: presidente Figc.
- Innocenzo Mazzini: vice presidente della Figc.
- Francesco Ghirelli: segretario Figc.
- Maria Grazia Fazi: impiegata Figc ed ex segretaria Can.

- Paolo Bergamo: ex designatore arbitri.
- Pier Luigi Pairetto: ex designatore arbitri.
- Tullio Lanese: presidente dell'Associazione italiana arbitri.
- Massimo De Santis: arbitro.
- Gennaro Mazzei: responsabile assistenti nella commissione Can.
- Pasquale Rodomonti: arbitro.
- Duccio Baglioni: assistente.
- Carmine Alvino: assistente.
- Paolo Bertini: arbitro.
- Enrico Ceniccola: assistente.

- Gabriele Contini: assistente.
- Paolo Dondarini: arbitro.
- Marco Gabriele: arbitro.
- Giuseppe Foschetti: assistente.
- Silvio Geminiani: assistente.
- Alessandro Griselli: assistente.
- Marco Ivaldi: assistente.
- Domenico Messina: arbitro.
- Narciso Pisacreta: già assistente, ora vice commissario Can.
- Claudio Puglisi: assistente.
- Gianluca Rocchi: arbitro.
- Salvatore Racalbuto: arbitro.
- Paolo Tagliavento: arbitro.
- Stefano Titomanlio: assistente.

- Fabio Basili: poliziotto.
- Pier Luigi Vitelli: poliziotto.
- Francesco Attardi: generale Gdf.
- Giuseppe Lasco: capitano Gdf.
- Ignazio Scardina: giornalista di Rai Sport.

(LaRepubblicaSport.it - 12 maggio 2006)


Le tappe fondamentali dello scandalo che ha travolto il calcio

dalle prime intercettazioni alle richieste del procuratore Palazzi

2 MAGGIO La Federcalcio, dopo indiscrezioni pubblicate da alcuni quotidiani, rende noto che l'Ufficio Indagini ha già lavorato su episodi di presunta corruzione nel mondo calcistico e arbitrale. Si parla di intercettazioni telefoniche compromettenti.

4 MAGGIO La stampa pubblica i nomi che emergono dalle intercettazioni. I primi sono l'ex designatore arbitrale Pierluigi Pairetto, il dg e l'amministratore delegato della Juventus, Luciano Moggi e Antonio Giraudo, e il vicepresidente della Figc, Innocenzo Mazzini.

5 MAGGIO Il presidente della Figc, Franco Carraro dichiara di non avere intenzione di dimettersi. Alcuni esponenti del mondo politico chiedono l'apertura di una commissione di inchiesta. Moggi: «È tutta una buffonata». L'Uefa ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Pierluigi Pairetto, chiuso con un «rimprovero ufficiale».

6 MAGGIO La Procura di Napoli mette sotto inchiesta Luciano Moggi, il figlio Alessandro e i soci della Gea dell'anno 2004. Le accuse sono: associazione per delinquere finalizzata alla frode in competizione sportiva.

8 MAGGIO Franco Carraro si dimette da presidente della Federcalcio. Gli subentra momentaneamente il vicepresidente vicario Giancarlo Abete. L'arbitro Massimo De Santis: «Sono tranquillo e sereno. Questo Mondiale me lo sono guadagnato e non lo mollo per nessuna ragione al mondo».

10 MAGGIO Il vicepresidente della Figc, Innocenzo Mazzini, si dimette. A Roma vengono ascoltati gli arbitri Dattilo, Bertini e Cassarà. L'Espresso anticipa che tra gli indagati dalla Procura di Napoli ci sono anche il dimissionario presidente federale Carraro, l'arbitro De Santis e il designatore Pairetto. Si parla di nove squadre coinvolte.

11 MAGGIO Si dimette l'intero Cda della Juve. La Procura di Parma apre un'inchiesta su scommesse con broker non autorizzati: indagati Buffon, Maresca, Iuliano e Chimenti.

12 MAGGIO Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina sono le società indagate; 19 le partite di serie A sotto inchiesta più una di serie B. Notificati 41 inviti a comparire tra dirigenti di club, dirigenti federali, vertici arbitrali, designatori, arbitri, assistenti, un giornalista e agenti della Digos di Roma. Tra questi anche Moggi, Giraudo, Bergamo, Pairetto, Lanese, Mazzini, i fratelli Della Valle, Dondarini, Messina, Racalbuto, Tagliavento, e Vitelli. Negli inviti a comparire, per 13 indagati si ipotizza l'associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, per 24 la frode sportiva, per 2 la violazione del segreto d'ufficio e altri 2 il peculato. Vengono perquisiti gli uffici di Figc e Aia.

13 MAGGIO Buffon si presenta spontaneamente alla Procura di Torino. La Figc ritira l'accredito mondiale all'arbitro De Santis, ai guardalinee Ivaldi e Griselli e agli ex designatori Bergamo e Pairetto.

14 MAGGIO La Juventus vince il suo 29esimo scudetto. Berlusconi: «Esigiamo che ci restituiscano i due scudetti che ci spettano». Luciano Moggi: «Da stasera il mondo del calcio non è più il mio mondo. Mi dimetto da direttore generale della Juventus». Il presidente dell'Aia, Tullio Lanese, si autosospende.

18 MAGGIO L'Aia sospende cautelativamente De Santis, Rodomonti, Bertini, Dondarini, Rocchi, Messina, Gabriele, Racalbuto e Tagliavento, i nove arbitri raggiunti da avviso di garanzia. La Guardia di Finanza perquisisce la sede della Juventus e le abitazioni private di Luciano Moggi e dei calciatori Fabio Cannavaro e Zlatan Ibrahimovic

23 MAGGIO Guido Rossi nomina l'ex procuratore capo di Milano, Francesco Saverio Borrelli, capo dell'Ufficio Indagini della Federcalcio.

26 MAGGIO Davide Lippi viene iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma. Con lui anche Riccardo Calleri, Giuseppe De Mita e Tommaso Cellini, tutti vicini in un modo o nell'altro alla Gea. I loro nomi si aggiungono a quelli di Luciano e Alessandro Moggi, Franco Zavaglia e Chiara Geronzi. Il reato contestato è associazione a delinquere finalizzata all'illecita concorrenza con minacce e violenza.

5 GIUGNO Continua l'ondata di interrogatori in Federcalcio. A Milano, invece, Adriano Galliani incontra il commissario straordinario della Figc Guido Rossi.

14 GIUGNO Guido Rossi, commissario straordinario Figc, nomina commissario straordinario dell'Aia l'ex direttore di gara Luigi Agnolin.

15 GIUGNO Guido Rossi, commissario straordinario Figc, nomina presidente della Caf Cesare Ruperto (al posto di Cesare Martellino).

19 GIUGNO Francesco Saverio Borrelli chiude la prima tranche della sua indagine su calciopoli, la più importante, consegnando l'esito dell'inchiesta dell'Ufficio indagini (190 pagine) al procuratore federale, Stefano Palazzi. Il procuratore dovrebbe far partire i deferimenti tra il 20 e il 22.

22 GIUGNO Il procuratore federale, Stefano Palazzi, deferisce alla Caf Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina per violazione degli articoli 1 e/o 6 del codice di giustizia sportiva. Deferiti anche Moggi, Giraudo, Galliani, Meani, Andrea Della Valle, Diego Della Valle, Mencucci, Lotito, Ferri, Carraro, Mazzini, Lanese, Bergamo, Pairetto, Mazzei, Ingargiola, Bertini, De Santis, Dondarini, Babini, Messina, Paparesta, Rocchi, Rodomonti, Tagliavento, Puglisi. Adriano Galliani si dimette da presidente della Lega Calcio.

29 GIUGNO Inizia allo stadio Olimpico di Roma, ed è subito rinviato, il maxiprocesso sportivo di primo grado davanti alla Commissione d'appello federale.

4 LUGLIO Milan, Lazio e Fiorentina in serie B, Juventus retrocessa come le altre all'ultimo posto in classifica per il 2004/05 e «assegnata a un campionato inferiore», che non potrà essere la B. Queste le richieste più clamorose della Procura federale. Come corollario, lo scudetto 2004/05 della Juve verrebbe revocato, come quello di questa stagione: quest'ultimo non verrebbe assegnato. Le penalizzazioni in classifica chieste per il prossimo campionato (qualunque sia, nel caso della Juve) sono di 6 punti per la Juventus, 15 punti per la Lazio e per la Fiorentina e 3 punti per il Milan. Quasi tutti gli imputati principali subiscono la richiesta di cinque anni di squalifica con proposta di radiazione: tra i dirigenti Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Claudio Lotito, Andrea Della Valle, Diego Della Valle e Sandro Mencucci. Cinque anni con proposta di radiazione anche per i dirigenti federali Franco Carraro e Innocenzo Mazzini e per i dirigenti arbitrali Tullio Lanese, Pierluigi Pairetto e Paolo Bergamo, e anche per gli arbitri De Santis, Tagliavento, Rodomonti, Dondarini, Bertini, Messina e Rocchi.

7 LUGLIO Concluso il dibattimento del processo sportivo di primo grado: la Caf si ritira in camera di consiglio.

(da Corriere della sera)


14 luglio 2006 - 20:59                           Sentenza: Juve, Fiorentina e Lazio retrocesse

JUVENTUS - Ultimo posto nel campionato 2004-05 con conseguente revoca dello scudetto. Non assegnazione dello scudetto 2005-06. Serie B con penalità di 30 punti. Luciano Moggi (ex d.g.) 5 anni di inibizione così come all'ex amministratore delegato Antonio Giraudo .

MILAN - Penalizzazione in serie A di 15 punti e niente Champions League (44 punti di penalizzazione nello scorso campionato). Adriano Galliani (vicepresidente) inibizione di 1 anno. Leonardo Meani (addetto agli arbitri) inibizione di 3 anni e 6 mesi.

FIORENTINA - Retrocessione in serie B (ultimo posto ultimo campionato). 12 punti di penalizzazione. Andrea Della Valle (presidente) inibizione 3 anni e 6 mesi. Diego Della Valle (presidente onorario) inibizione 4 anni.

LAZIO - Retrocessione in serie B (ultimo posto nell'ultimo campionato). 7 punti di penalizzazione. Claudio Lotito inibito 3 anni.

DIRIGENTI FIGC - Franco Carraro (presidente) inibizione 4 anni e 6 mesi. Innocenzo Mazzini (vicepresidente) inibizione 5 anni.

DIRIGENTI ARBITRALI - Paolo Bergamo (designatore) difetto giurisdizione; Pierluigi Pairetto inibizione 2 anni e 6 mesi; Tullio Lanese (presidente) inibizione 2 anni e mezzo; Gennaro Mazzei (vice commissario Can) inibizione 1 anno; Pietro Ingargiola (osservatore) ammonizione.

ARBITRI - Massimo De Santis inibizione 4 anni e 6 mesi; Pasquale Rodomonti prosciolto; Paolo Dondarini 3 anni e 6 mesi; Paolo Bertini prosciolto; Domenico Messina prosciolto; Gianluca Rocchi prosciolto; Paolo Tagliavento prosciolto; Gianluca Paparesta inibizione 3 mesi.

GUARDALINEE - Claudio Puglisi inibizione 1 anno; Fabrizio Babini inibizione 1 anno.

IL FUTURO - Il giudizio d'appello, della Corte Federale, secondo grado di giudizio, dovrebbe avvenire entro il 25 luglio, in tempo per le scadenza Uefa. In serie A, stante questo primo grado di giudizio, Juventus, Fiorentina e Lazio sarebbero sostituite da Messina, Lecce e Treviso.

(da Gazzetta.it)


25 luglio 2006                                                          CALCIOPOLI, L'APPELLO

ROMA - Alle fine, con una mezz'ora esatta di ritardo rispetto alle annunciate 20,30, è arrivata la sentenza di appello della federcalcio. Le pene sono state ridotte: la Juventus è l'unica squadra ad essere restrocessa in serie B, con 17 punti di penalizzazione. Fiorentina e Lazio resteranno in serie A, la prima con 19 punti di penalizzazione, la seconda con 11. Il Milan, che resta in serie A, partirà da -8.

 

Tolti gli ultimi due scudetti alla Juve
 

Quattro anni di inibizione per l'arbitro Massimo De Santis. La Caf l'aveva inibito per 4 anni e mezzo
 

Confermati i 5 anni di inibizione all'ex direttore sportivo e all'ex amministratore delegato della Juve
 

Lotito: due anni e mezzo di inibizione. Galliani: 9 mesi di inibizione. Diego Della Valle: 3 anni e nove mesi. Andrea Della Valle: 3 anni
 

Per il Milan 30 punti di penalizzazione per la stagione 2005-2006, in A con -8 nella stagione 2006-2007, gioca la Coppa Uefa
 

Prosciolte Lazio e Fiorentina. Sanzione per la Fiorentina: -30 punti per la stagione 2006-2007, in A con -19 punti in stagione 2006-2007, fuori dall'Europa. Sanzione per la Lazio: -30 punti nella stagione 2005-2006, in A -11 punti nella stagione 2006-2007, fuori dall'Europa
 

Juve: serie B con penalizzazione 17 punti, tre giornate di squalifica del campo

(da Corriere della Sera e da Repubblica)

...e quasi per tutte le squadre finisce a tarallucci e vino...


   

 

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Ultimo aggiornamento:  05-04-07