« Ma che è successo? »
« Non lo so, io adesso sono
venuto. »
« Ma di che si tratta? »
« Ma se non mi sbaglio pare
che hanno preso un mariuolo. »
« No, no! Lo stavano
prendendo, ma poi quello se ne e
scappato. »
« Gesù Gesù, e qua non si può
più campare tranquilli
cu tutti
sti mariuolil »
Folla enorme. Un centinaio e
forse più di persone si accalca in piazza
Mercato davanti ad un negozio di giocattoli. Ho
fatto tardi e vorrei correre a casa ma la mia
natura napoletana si ribella ad andar via senza
essere prima informata della « cosa ». Insomma
diciamo così che vorrei almeno sapere di che si
tratta.
« Ma scusate, sapete che è
successo? »
« Signore mio bello, è la
seconda volta che me lo chiedete, lo vedete o no
che pure io sto cercando di capire! Eh! Abbiate
un po' di pazienza e tra qualche secondo mi
pregerò di darvi tutte le informazioni che
desiderate! »
In effetti « il fatto » era
noto nei suoi dettagli solo al centro
dell'assembramento, mentre io ed il signore a
cui avevo rivolto la domanda, stando ancora ai
bordi della calca, altro non potevamo sapere che
alcune voci riportate da gente che a sua volta
aveva ascoltato la cosa non dai protagonisti, ma
bensì da alcuni « vice-raccontatori », cioè da
persone che a loro dire avevano appreso per
primi i particolari dai vari personaggi del
dramma. La discordanza però delle prime versioni
(alcuni per mitomania probabilmente inventavano
e raccontavano fatti di pura fantasia ) ci
spinse a superare la cintura mediana dei
sub-capannelli e ad incunearci fino alla fonte
prima della vicenda che nel nostro caso era
costituita da un ometto occhialuto dai capelli e
dal colorito rosso. Il nostro uomo gridava e
chiedeva comprensione a chiunque avesse avuto
voglia di accogliere i suoi sfoghi, tenendo in
tutto questo un pallone di foot-ball sotto il
braccio.
« Ma voi capite che se quello
non mi scappava io lo potevo pure uccidere; lo
potevo! »
« Ma che è successo? » chiede
un signore appena arrivato.
« E che ne volete sapere!
Ormai questa non è più Napoli, è il Far West,
caro signore mio! Noi dovremo girare come a Gary
Cooper, con la pistola appesa ai pantaloni! Ma
voi vi rendete conto: io ero andato un minuto a
comprare questo pallone per sotto all'albero di
Natale per mio nipote Filuccio, ed avevo
lasciato un momento la macchina aperta... »
« Ebbe, pure voi però certe
cose ve le andate proprio cercando, ma come:
prima lasciate la macchina aperta, e poi vi
lamentate che a Napoli ci sono i mariuoli? »
« Ma che c'entra, io sono
entrato per un minuto soltanto, e poi lo sapevo
che la macchina era aperta, perciò non la
lasciavo mai di vista: un occhio alle
pazzielle ed uno alla macchina. »
« Va be' però una macchina
aperta è sempre una provocazione » commenta
ostinato il signore di prima.
« In Svezia non esistono
serrature » interviene un altro signore. « E
nessuno ruba niente. Le carceri sono vuote. »
« Come vi stavo dicendo io
ero andato a comprare un giocattolo qua da
Minale, e sapendo che avevo lasciato la macchina
aperta, con un occhio tenevo mente alla macchina
e con un altro cercavo il pallone per mio nipote
Filuccio, tanto è vero che, quando sono andato a
pagare alla cassa, ho anche chiesto alla signora
qua presente, che stava davanti a me nella fila,
se gentilmente mi poteva fare passare che io
tenevo la macchina aperta. Ho detto così, non è
vero signò? »
« Sissignore, » dice la
signora chiamata a testimone « ha detto proprio
così ed io l'ho fatto passare davanti. »
« Ma proprio mentre stavo
pagando, cioè proprio quando con una mano tenevo
i soldi e con l'altra il pallone, che ti vedo?
Quel grandissimo farabutto che s'impizza
nella macchina mia! Non ci ho visto più: ho
scostato la signora... »
« Eh sì mi avete scostato!
Voi mi avete buttato per terra! » dice la
signora ormai assurta al ruolo di « primo
testimone ». « Che se non era per questo bravo
giovane... »
«... Ho scostato la signora,
ho buttato via il pallone e mi sono precipitato
verso la macchina per acchiappare quel
fetentissimo lazzarone. Ma che ne volete fare i
capitoni? Le anguille? Io l'ho preso per un
piede, ma quello si divincolava come un
epilettico, mi ha tirato certi calci in faccia
che non vi dico, e poi fetente e 'nzevato1
come stava, non mi riusciva di tenerlo
fermo: mi sfuieva tra le mani. Insomma
quello è entrato da uno sportello e se ne è
scappato
da un altro! »
« Veramente è stato come ha
detto il signore, » dice uno dei presenti «
'o mariuolo era già sparito dint'e vicoli c'o
signore steva ancora stiso luongo luongo
'ncopp'e sedili d'a
machina.
»
« Ma se lo prendevo! Madonna
mia, se lo prendevo! Che cosa ne avrei fatto voi
non ve lo potete nemmeno immaginare. Cinque
volte mi hanno rubato la radio della macchina!
Cinque volte! Sopra all'assicurazione mi
schifano! Sissignore, si sono stancati di
vedermi fare denunzie! L'ultima volta, me
l'hanno detto chiaro e tondo: "Dottò non vi
mettete più la radio che tanto pure se ve la
rubano noi non ve la paghiamo". Mi hanno fatto
togliere lo sfizio di un poco di musica, mi
hanno fatto togliere! Ebbe' mi dovete credere,
io adesso solo una cosa desidero: prendere uno
di questi mariuoli e darci tante mazzate, ma
tante mazzate che se non me lo levano da sotto
chissà come va a finire. »
« Avete proprio ragione. Se
lo stato non si decide a mettere la pena di
morte dobbiamo farci giustizia da noi. »
« E va bene! Mò
mettiamo la pena di morte pure per i
marìuncielli\ »
« La vedova Santojanni » dice
un altro signore « l'altro ieri l'hanno scippata
davanti alla chiesa. Pensate, povera vecchia,
tiene settant'anni e l'hanno imbroscinata
per terra come una mappina! »
« Ma dico io la polizia che
fa? Quando serve non si vede! »
« E per forza! Quelli sono
buoni solo a fare le multe per divieto di sosta,
ma poi se vedono un mariuolo fanno finta di non
vedere. »
« Non è vero, signora, li
prendono, li prendono. Ma è la magistratura che
in Italia oggi non funziona. E come li prendono
così li fanno uscire. »
« Ma che è successo? » chiede
un signore appena arrivato.
« Stavano per rubare la
macchina al signore. »
« Di chi è questo bambino? »
« Pascali, bello 'e mammà,
che stai facendo? »
« Signò, per favore tenetevi
il bambino per mano e ditegli che i giocattoli
non si possono toccare. »
« Ma l'hanno preso poi il
mariuolo? »
« No, 'o signore se lo
è fatto scappare da dentro alle
mani! »
« Ma che è successo? » chiede
un altro signore.
Il signore occhialuto, a cui
è stata rivolta la domanda, sempre tenendo il
pallone sotto al braccio, tace per qualche
secondo per creare la necessaria suspense e poi
dice:
« Io ero andato a comprare
questo pallone qua da Minale per mio nipote
Filuccio ed avevo lasciato la macchina aperta
davanti al
negozio... »
« Ma dico io: voi poi a
piazza Mercato, lasciate la macchina aperta? »
« Ma santo Iddio, mica mi
sono allontanato! La tenevo continuamente
d'occhio! E poi per fare presto ho anche chiesto
alla signora qua presente, che stava in fila
davanti alla cassa prima di me, se cortesemente
mi faceva pagare prima a me datosi che avevo la
macchina aperta. »
« Sissignore ha detto proprio
così. » dice la signora. « E
proprio
mentre stava pagando si è accorto del mariuolo.
»
« Come l'ho visto mi sono
precipitato. Ho scostato la
signora e...
»
« Eh sì mi avete scostato!
Voi mi avete buttato per terra! Se non era per
questo bravo giovane che mi manteneva... »
« ... ho scostato la signora,
ho buttato via il pallone, mi sono lanciato
addosso al mariuolo e sono riuscito ad
acchiapparlo pure per un piede. Ma quel figlio
di puttana era diventato un capitone: mi
scappava da tutte le parti... »
Mentre il signore è impegnato
a raccontare per l'ennesima volta il fatto,
intorno a lui si fa improvvisamente un assoluto
silenzio. La folla si apre per fare largo ad un
ragazzino di quattordici anni o poco più, il
"mariuolo", e ad un pezzo d'uomo alto un metro e
ottanta che lo accompagna tenendogli un braccio
sulla spalla.
« Dottò » dice l'uomo con la
voce calma del guappo riconosciuto « il ragazzo,
durante l'incidente di prima, ha perduto nella
vostra macchina una catenina d'oro che teneva al
collo. Quella è un ricordo della buonanima della
mamma. È aperta la macchina dottò? »
« Sì. » risponde il signore.
« Ciccì vatt'a piglia a
catenina c'o dottore non te dice niente. »