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La capéra

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«La Capera è una
giovinetta popolana, per lo più nubile e
aggraziata, giacché la giovinezza e la beltà
sono pregiudizi a favore del gusto... Ella veste
sempre con molta nettezza ed anche con alquanta
ricercatezza pel suo stato… Già qualche
Capera si vede correre per le vie della
capitale in cappelletto, guanti e ombrellino.
Non andrà guari, e la vedremo in caprìo o
in tilbury.. . Egli è ben facile
riconoscere la Capera tra un crocchio di
giovani donne. Eccola, è la più alta, la più
svelta, la più elegante: il suo capo è il meglio
acconciato, la sua veste la meglio formata, i
suoi piedi i meglio calzati, perocché ella non
porta in tutte le stagioni che gentili
stivaletti al pari di bennata damina. Colle mani
a' fianchi, col piede sinistro sporto innanzi,
colla testolina lievemente inchinata di lato,
ella sembra una bajadera in atto di
danzar la Cachuca. Ella parla sempre, sa
i fatti di tutti, ed in ispezialità in materie
amorose; è l'oracolo delle sue vicine» |
La serva

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«Essa vi si presenta vestita
decentemente, lavata, profumata di pomata
odorosissima di cannella. . . Dopo che avete con
lei convenuto intorno alla mesata, al mangiare,
al pane e vino, al dormire, non rimane mai sul
momento a casa vostra: dovete aspettare
l'indomani. Perché questo ritardo? Non so. Ma il
giorno appresso si presenta meno decente del
giorno prima. Sente tutto quel che deve fare in
casa, ed incomincia a far brutto muso alle cose
più naturali del mondo. Non pertanto per due o
tre giorni si conduce plausibilmente. Scopa
nuova. Solo si lagna del mangiare e della
molta fatica. Dal quarto giorno in poi
incominciano a scoprirsi le magagne. Non aveva
parenti, ed un uomo che dice di essere suo
cugino la viene a chiamare. Più tardi la cognata
le vuole dire due parole. La casa non è bene
spazzata e rassettata. I generi che compra
cominciano a incarire. Si consuma il doppio di
carbone e di olio. Mandata per un servigio in
luogo vicinissimo, ritorna dopo un'ora. Comincia
a rispondere con un po' di malagrazia, che
finisce con divenire insolenza. Cerca un quarto
d'ora di licenza, e torna dopo due ore coll'alito
fetente di vino e colle vestimenta in disordine.
Il povero padrone... cerca di sorprenderla nelle
sue assenze prolungate, e la trova o in mezzo la
strada o sotto un portone che fa l'amore...» |
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