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IL SOGGETTO, IL
PREDICATO E LA LORO CONCORDANZA
Se si definisce
la proposizione un’espressione compiuta di un
pensiero, è necessaria, affinché quest’ultima
sia effettivamente compiuta, la presenza di almeno
due elementi: il soggetto ed il predicato.
§ Il soggetto
è, quindi, la persona, l’animale o la cosa,
interessata attivamente o passivamente all’azione
verbale, che compie o subisce l’azione stessa. Né,
come vedremo, possiamo intendere un sostantivo a sé
stante come soggetto se non accompagnato da
un’azione verbale: in tal caso, infatti, non ci
troveremo di fronte ad una proposizione, ma solo ad
un’indicazione nominale!
Il soggetto può
essere...
1. un
sostantivo (es.:
Luigi ha meritato un bel voto
all’interrogazione [verbo attivo] -
L’intero gregge è stato
divorato dai lupi [verbo passivo]) – 2.
un aggettivo (es.: I
cattivi sono spesso odiati) – 3.
un participio (es.: I
vinti consegnarono le armi) – 4.
un pronome (es.: Chiunque
parla a vanvera fa una pessima figura)
– 5. un infinito (es.:
E’ necessario studiare) – 6. una
proposizione (es.: E’ bello
sacrificare la propria vita per la patria)
– 7. una parola invariabile (es.:
"c" è una consonante) – 8. un
sostantivo preceduto dalle preposizioni articolate
del, dei, dello, degli, ..., con valore
partitivo (es.: Degli (=
Alcuni) alberi secolari furono abbattuti)
- 9. sottinteso, se si tratta di un pronome
di prima o di seconda persona (es.:
Oggi ho dormito a lungo) e se il verbo
è un impersonale esprimente un fenomeno naturale (es.:
Lampeggia e piove a dirotto).
§ Il predicato
è l’altro elemento fondamentale di una proposizione.
Esso può essere verbale o nominale.
Il primo consiste in un verbo (es.:
Mario si recò a Roma) e forma un tutto
unico anche quando è retto da altri verbi quali
quelli servili (potere, volere, iniziare,
continuare, ...) e quelli fraseologici (sapere,
sentirsi, riuscire, ...).
Il secondo,
invece è formato da un aggettivo, un sostantivo od
un pronome collegato al soggetto dal verbo essere,
vero e proprio legame ("copula") tra soggetto
e predicato.
L’anima è immortale
Un discorso a
parte merita il verbo essere in quanto può
sia fungere da predicato verbale che far parte del
predicato nominale.
# Essere
fa parte del predicato verbale quando...
- è ausiliare
nelle forme verbali intransitive, riflessive e
passive
Mario è stato rimproverato dal professore
- assume il
significato di esistere, vivere, ... e si
accompagna agli avverbi di luogo
Dio è (= esiste) ovunque
# Essere
fa parte del predicato nominale quando lo troviamo
unito ad un...
- sostantivo
Suo nonno fu
capitano coraggioso
- aggettivo
La rosa è rossa
- pronome
L’atlante è tuo
- participio
presente
Il
mio vicino di banco è insolente
- participio
passato
L’autostrada è
interrotta
- modo infinito
La vita è un
continuo apprendere
- avverbio
Il vocabolario è
qui
- numerale
I volontari furono quaranta
Circa la
concordanza del soggetto con il predicato prendiamo
in considerazione solo i tempi composti.
L’ausiliare
concorda sempre in numero e persona con il soggetto;
se i soggetti sono diversi e di persona differente,
la prima persona prevale sulla seconda, la seconda
sulla terza.
Io ieri sono stato a Milano
Mario e Maria erano andati in città
Carmen e Barbara sono state punite
Il participio
passato risulta immutato con avere, concorda
con il soggetto in genere e numero con essere.
Essi hanno mangiato
Le rose sono state colte
Se i soggetti
sono più di uno, il participio passato coniugato con
essere va al plurale e, in caso di soggetti
di genere diverso, al maschile se anche uno solo dei
soggetti è maschile.
Maria e sua madre sono venute da me
Maria, le sue sorelle e suo padre sono venuti da me
L’ATTRIBUTO E
L’APPOSIZIONE
§
L’attributo, in genere un aggettivo od un participio
con valore di aggettivo, indica una qualità, una
proprietà od uno stato del soggetto o, meglio, del
nome a cui si riferisce e con esso concorda in
genere e numero.
Esso
costituisce il predicato nominale e si applicano le
regole sulla concordanza prima rammentate (si noti
anche che sono considerati maschili sia l’infinito
che il numerale usato come soggetto).
§
L’apposizione, accompagnando solo il sostantivo,
concorda con l’elemento nominale (e non è detto che
debba essere il soggetto) nel numero.
Essa è
generalmente un sostantivo accompagnato o meno da
attributo, ma si può presentare anche introdotta da
preposizioni quali da e per...
Entrai per ultimo in classe
...o da
locuzioni come in qualità di...
In qualità di padre ti impongo di ubbidirmi!
...o preceduta
da un nome a cui è unita dalla preposizione di.
Si considerano
apposizioni anche i soprannomi (Scipione
l’Africano, ...), i nomi indicanti il
luogo di nascita (Varrone
Reatino, ...), i patronimici (Ippia
ed Ipparco = i Pisistratidi, ...), quei
sostantivi che seguono i pronomi personali in
funzione di soggetto (Voi,
disturbatori, uscite dalla sala!).
IL COMPLEMENTO
OGGETTO
I COMPLEMENTI
PREDICATIVI DEL SOGGETTO
E DELL’OGGETTO
§ Il
complemento oggetto, o diretto, indica la persona,
l’animale o la cosa su cui cade l’azione compiuta
dal soggetto, può essere accompagnato da attributi o
da apposizioni e può trovarsi solo dopo una forma
verbale attiva.
Il complemento
oggetto, quindi, non l’hanno né verbi intransitivi,
né verbi passivi, né, soprattutto, l’ausiliare
essere, anche se sono preceduti da verbi
servili.
Esso, si
ricordi, può essere espresso pure in forma partitiva
e da qualsiasi parte del discorso che assuma un
carattere sostantivato, anche da un infinito
preceduto dalle preposizioni di ed a.
Il mare solleva ondate
Il viandante mangiò del pane
L’autore tolse dal testo quel "mai"
Romolo e Remo iniziarono a fondare Roma
Quando alcuni
verbi intransitivi hanno un complemento oggetto
derivato dalla stessa radice del verbo, si parla di
complemento oggetto interno, quasi sempre seguito
anche da un aggettivo.
Stefano ha vissuto una vita difficile
§ I complementi
predicativi del soggetto sono aggettivi o sostantivi
collegati direttamente od indirettamente (a, per,
come, quale, per conto di, in qualità di, …) a
verbi passivi riferiti ad un soggetto, verbi che in
tal modo acquistano un senso più preciso.
Questi verbi
passivi sono quelli…
Appellativi
– esser detto,
esser chiamato, …
Effettivi –
esser fatto,
esser reso, esser compiuto, …
Elettivi –
esser creato,
essere eletto, esser scelto, …
Estimativi – essere stimato, esser creduto,
…
Di
condizione –
esser mostrato, esser trovato, essere ridotto, …
§ I complementi
predicativi dell’oggetto sono aggettivi o sostantivi
collegati direttamente od indirettamente (a, per,
come, quale, per conto di, in qualità di, …) a
verbi attivi riferiti ad un complemento oggetto,
verbi che in tal modo acquistano un senso più
preciso.
Questi verbi
sono gli stessi dei complementi predicativi del
soggetto, ma di forma attiva
IL COMPLEMENTO
SOGGETTIVO, OGGETTIVO E POSSESSIVO
§ Inizia
l’approfondimento dei complementi indiretti.
Introdotto dalle preposizioni di, del, della, …,
il complemento soggettivo dipende da un sostantivo
che ha lo stesso tema di un verbo e che esprime
l’elemento "soggetto".
La conversazione dei giovani… (= I giovani
conversano…)
§ Introdotto
dalle preposizioni di, del, della, …, il
complemento oggettivo dipende da un sostantivo che
ha lo stesso tema di un verbo (ma può dipendere
anche da aggettivi verbali, quali desideroso,
pratico, bramoso, …, o da verbi riflessivi,
quali pentirsi, ricordarsi, spaventarsi,
accorgersi, …) e che esprime l’elemento
"complemento oggetto".
Grande era nei nemici il desiderio di vittoria
(= I nemici desideravano grandemente la vittoria)
Lucia si annoia di quel film
(= Lucia non apprezza quel film)
Si ricordi che
il complemento oggettivo a volte può essere
introdotto anche da altre preposizioni, quali
contro, verso, per, a, ….
§ Introdotto
dalle preposizioni di, del, della, …, il
complemento possessivo, formato da un sostantivo,
indica a chi od a che appartiene una cosa.
I poemi di Omero…
§ Non si
dimentichino altri due complementi minori, ma sempre
appartenenti alla specie del complemento di
specificazione: il complemento epesegetico o
dichiarativo (se ad un sostantivo generale facciamo
seguire un sostantivo specifico unito al primo dalla
preposizione di; es.: …il fiore del giglio)
ed il complemento attributivo (formato da nomi
indicanti persone, luoghi o patria e riferiti come
attributi al sostantivo da cui dipendono; es.:
…decennale fu la guerra di Troia).
Si faccia,
comunque, attenzione a non confondere questi
complementi con quello "di denominazione", formato
da un nome proprio unito ad un nome comune dalla
preposizione di.
La città di Torino
L’isola di Caprera
IL COMPLEMENTO DI
QUALITA’
IL COMPLEMENTO
PARTITIVO
§ Il
complemento di qualità indica le doti peculiari,
morali e non morali, atte a distinguere una persona
od una cosa.
Oltre che dalle
preposizioni di, del, della, …, può essere
anche introdotto da a, al, alla, con, col, coi,
da, dal, dalla, … e, in generale, è
caratterizzato dalla presenza di un sostantivo con o
senza un aggettivo qualificativo.
Il mio amico è di bassa statura
Odio tutti gli strumenti a percussione
§ Il
complemento partitivo indica una totalità della
quale si prende in considerazione solo una parte.
Introdotto
dalle preposizioni di, del, della, …, esso è
retto da:
Nomi
collettivi (flotta,
parte, …)
Pronomi
indefiniti (alcuni,
pochi, …)
Pronomi
interrogativi (chi, …)
Aggettivi
numerali (uno, secondo,
…)
Aggettivi
comparativi (più
grande, …)
Aggettivi
superlativi (il più
grande, …)
Avverbi di
qualità (abbastanza,
assai, …)
IL COMPLEMENTO DI
TERMINE
IL COMPLEMENTO DI
COMODO
§ Il
complemento di termine indica indirettamente
(pertanto è detto pure "complemento oggetto
indiretto") la persona o la cosa su cui cade
l’azione espressa dal verbo.
Formato da un
sostantivo, solo od accompagnato da attributi ed
apposizioni, introdotto dalle preposizioni a, al,
alla, …, questo complemento dipende da:
Verbi
transitivi od intransitivi
Quella risposta piacque alla professoressa
Sostantivi od aggettivi verbali
Il suo comportamento era adatto alla circostanza
Alcune volte lo
si trova espresso anche con i pronomi personali
mi, ti, gli, le, ci, vi, loro in proposizioni
interrogative od esclamative.
Che mi sta accadendo?
§ Il
complemento di comodo od incomodo, detto pure di
interesse o di vantaggio / svantaggio, indica la
persona nel cui interesse o svantaggio si compie
l’azione.
Esso è espresso
da sostantivi retti da preposizioni quali a,
contro, per, verso o da locuzioni come a
favore di, a vantaggio di, in onore di, a danno di,
in odio a, …introdotte da verbi, da un aggettivo
o da un sostantivo.
Lo studio è utile agli alunni
Il padre lavora nell’interesse dei figli
IL COMPLEMENTO
VOCATIVO,
DI ESCLAMAZIONE E DI
RELAZIONE
§
Caratterizzato dalla presenza non obbligatoria
dell’interiezione o e separato dal resto
della frase dalla presenza della virgola prima e
dopo di esso, il complemento vocativo indica la
persona a cui ci rivolgiamo ed è formato da un
sostantivo con o senza attributi od opposizioni.
O Cesare, perdonali!
Tu non devi, Marco, caro amico mio, seguire i suoi
consigli!
§ Il
complemento di esclamazione indica persona o cosa
che fa sorgere in noi forti sentimenti di odio, ira,
gioia, stupore, … ed, in genere, è formato da
sostantivo / aggettivo o pronome preceduto da forme
quali oh, che, quale, ecco, guai, … seguite
dal punto esclamativo.
Guai ai vinti!
Che giornata straordinaria!
§ Il
complemento di relazione risulta molto affine a
quello di limitazione che, vedremo, sarà
caratterizzato da preposizioni che faranno
riferimento ad un pronome.
Il nostro,
invece, risulta formato da un sostantivo che indica,
senza l’aiuto della preposizione, ma preceduto da un
aggettivo o da un participio, riguardo a che cosa è
vero ciò che mostra il participio o l’aggettivo.
Il fanciullo, nudo i piedi, attraversò il fiume
Dal che si
ricava anche che aggettivo o participio può non
concordare con il soggetto della frase.
IL COMPLEMENTO DI
LIMITAZIONE, DI MEZZO E DI CAUSA
§ Il
complemento di limitazione, formato da un sostantivo
preceduto da preposizioni quali per, in, di, da,
a o da locuzioni come rispetto a, in fatto
di, quanto a, riguardo a, …, indica la
limitazione che si deve dare al termine a cui si
riferisce.
Di salute sembra abbastanza cagionevole
Quanto a zelo riconosco di non essere entusiasta di
te
§ Introdotto
dalle preposizioni con, a, di, in, per, mediante
o dalle locuzioni ad opera di, a furia di,
per mezzo di unito ad una forma sostantivata, il
complemento di mezzo indica persona o cosa con cui
si compie un’azione.
Con la tua presenza la situazione sarà sempre sotto
controllo
A furia di spallate buttarono giù la porta
§ Il
complemento di causa, formato da un sostantivo retto
da a, con, da, di, per o da per causa di,
a motivo di, …, indica il motivo di un’azione.
Per l’eccessiva nevicata l’autostrada rimase chiusa
Sofia, a vederla così bella, esplose d’invidia
IL COMPLEMENTO DI
PARAGONE
IL COMPLEMENTO DI
MODO
§ Il
complemento di paragone esprime un confronto tra due
elementi o tra due qualità della stessa persona o
cosa.
La comparazione
può essere di maggioranza, di minoranza e di
uguaglianza, ma in tutte e tre le forme elemento
essenziale risulta l’aggettivo o l’avverbio, di
maggioranza o di minoranza nei primi due casi, di
grado positivo l’aggettivo con avverbi di modo nel
terzo tipo: esso, in effetti, regge il secondo
termine di paragone che costituisce il vero e
proprio complemento.
Quando c’è
paragone tra due elementi nelle comparazioni di
maggioranza e di minoranza il sostantivo è
introdotto da di, del, che non, al paragone di,
in confronto di, rispetto a; il sostantivo è,
invece, introdotto da quanto, come, che, di, non
meno che, non meno di, …nelle comparazioni di
uguaglianza.
Quando c’è
paragone tra due qualità nelle comparazioni di
maggioranza e di minoranza l’aggettivo o l’avverbio
è introdotto da che, che non; l’aggettivo o
l’avverbio è introdotto da quanto, come, che, non
meno che nelle comparazioni di eguaglianza.
Lucio è più studioso di Pietro
Londra è meno popolata di New York
La Svezia è altrettanto fredda che la Norvegia
Margherita è più intelligente che bella
Il tuo compagno è meno intelligente che diligente
L’America è tanto vasta quanto diversa socialmente
§ Formato da un
avverbio qualificativo o da locuzioni avverbiali o
da un sostantivo preceduto da preposizioni quali
a, con, di, in, per, secondo, …, il complemento
di modo indica come avviene un’azione.
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Si faccia
attenzione a non confondere, quando è
introdotto da con e per,
questo complemento con quello di mezzo o con
l’altro di causa |
Nonostante tutto, mi
ha trattato affettuosamente
Superò l’ostacolo di slancio
IL COMPLEMENTO DI
TEMPO
IL COMPLEMENTO DI
LUOGO
§ Il
complemento di tempo indica il tempo in cui accade,
è accaduto od accadrà un fatto oppure il periodo
durante il quale è durata o durerà un’azione.
Si distingue,
quindi, in complemento di tempo determinato e
complemento di tempo continuato.
Il primo,
formato da un sostantivo introdotto o meno da
preposizioni quali durante, in, su, a, di, per,
può anche essere caratterizzato da altre forme che
rispondono alle domande…
ogni quanto
tempo?
Digiuna ogni due mesi
quante
volte in un dato tempo?
Pranziamo sei volte al
giorno
quanto
tempo prima?
L’ho rivista sei anni fa
quanto
tempo dopo?
L’ho rivista sei anni dopo
entro
quanto tempo?
In tre anni presi la
laurea
da quando
parte un’azione?
Da ieri non fumo più
Il complemento
di tempo continuato, formato da un sostantivo con o
senza aggettivo numerale e preceduto (ma non sempre)
da per o da avverbi di tempo, può anche
essere caratterizzato da altre forme che rispondono
alle domande…
da quanto
tempo?
Da
tre anni abita a Catania
tra quanto
tempo?
Ci
sposeremo tra un mese
da quanto
tempo e fino a quando?
Lavorarono dalle 9 alle 17
per quando
è stata fissata un’azione?
Ti invito per domani
per quanto
tempo è durata un’azione?
Si combatté per dieci anni
il fatto è
avvenuto prima/dopo quale fatto?
L’ho vista dopo di te
§ Il
complemento di luogo indica la località dove si
compie un’azione e si distingue in…
stato in
luogo: indica il luogo dove una persona si trova
ed è espresso da un avverbio o da un sostantivo
preceduto da preposizioni quali a, da, in,
su, sopra, sotto, intorno, presso, vicino, oltre
o da locuzioni come al di qua, al di là,
a valle, a monte, …(es.:
Egli abitava a Roma)
moto a
luogo: indica il luogo dove una persona si
dirige ed è espresso da un avverbio di moto a
luogo o da un sostantivo preceduto da
preposizioni quali a, da, in, per, su, sopra,
sotto, contro, presso, vicino, verso o da
locuzioni come in direzione di, alla volta
di, …(es.: Si recò
a Taranto)
moto da
luogo: indica il luogo da dove una persona
proviene ed è espresso da un avverbio di moto da
luogo o da un sostantivo preceduto da
preposizioni quali da, di, dal, … (es.:
Torno da Firenze)
moto per
luogo: indica il luogo attraverso il quale passa
una persona o cosa ed è espresso da un avverbio
di moto per luogo o da un sostantivo preceduto
da preposizioni come per, attraverso (es.:
Passasti per Torino?)
IL COMPLEMENTO
D’AGENTE E DI CAUSA EFFICIENTE
IL COMPLEMENTO DI
COMPAGNIA
IL COMPLEMENTO DI
FINE
§ Il primo
complemento presenta la duplice caratteristica di
dover essere espresso sempre da un verbo di forma
passiva (altrimenti può essere interpretato come un
complemento di causa, di mezzo o di provenienza) e
di essere inteso…
come
complemento di agente se il sostantivo che si
accompagna alla preposizione da od alle
locuzioni ad opera di, da parte di, a cura
di, per mano di è una persona,
come
complemento di causa efficiente, invece, se il
sostantivo è formato da una cosa
Roberto è stato lodato dal professore di Inglese
Il soldato fu colpito da un dardo
§ Il
complemento di compagnia è espresso da un nome di
persona, preceduto da preposizioni quali a, con
o da locuzioni come in compagnia di, insieme
con, …, con cui si compie un’azione.
Quando il
sostantivo è espresso da un sostantivo di cosa si
parla di complemento di unione.
Si faccia
attenzione a non confondere questo complemento con
quelli di modo o di mezzo, anch’essi introdotti da
con.
Si ricordi,
ancora, che, se il complemento di compagnia si
accompagna alla preposizione a, quasi sempre
prima vi è un participio passato.
Ieri andai a scuola con tuo fratello
C’erano gigli misti a rose
La mia casa al mare è con tre bagni
§ Il
complemento di fine esprime lo scopo per cui si
compie un’azione ed è formato da un sostantivo
preceduto da preposizioni quali a, da, in, per
o da locuzioni come
a fine di, a scopo di.
Si faccia
attenzione a non confonderlo con il complemento di
limitazione!
Tutti i popoli si adoperano per la pace
IL COMPLEMENTO DI
ARGOMENTO
IL COMPLEMENTO
CONCESSIVO
IL COMPLEMENTO DI
MATERIA
§ Introdotto da
sostantivi verbali o da verbi come discutere su,
occuparsi di, …e formato da un sostantivo
preceduto da preposizioni quali di, sopra, circa,
su o dalla locuzione intorno a, il
complemento di argomento indica, appunto, ciò che si
esprime a parole od a lettere.
Seneca scrisse un’opera sull’ira
§ Il
complemento concessivo, formato da un sostantivo
introdotto dalle locuzioni nonostante,
contrariamente a, a dispetto di, …, esprime una
concessione fatta in contrasto con quanto detto
nella proposizione restante.
Nonostante l’eroismo mostrato, la nostra armata fu
vinta
§ Il
complemento di materia, espresso con un sostantivo
sempre preceduto dalle preposizioni di o
in, indica di cosa è fatto un oggetto.
Facilmente lo
si può confondere con il complemento di qualità o,
ancor di più, con quello di limitazione o di causa
efficiente.
Si ricordi che
lo si può trovare anche espresso con la preposizione
da o con un aggettivo.
La statua di marmo [marmorea] dominava la sala
La persona umana è formata anche di [dall’] anima
IL COMPLEMENTO DI
ESTENSIONE, DI DISTANZA E DI MISURA
§ Il
complemento di estensione, formato da un sostantivo
unito ad un aggettivo numerale od indefinito ed
introdotto da un aggettivo qualificativo o da un
verbo di misura con o senza le preposizioni per,
di, indica la lunghezza, la larghezza, l’altezza
e/o la profondità di un elemento.
La parete era lunga otto metri ed alta quattro
§ Il
complemento di distanza indica, appunto, la distanza
tra un posto ed un altro e presenta le stesse
caratteristiche del complemento di estensione a cui
è molto affine.
La mia città dista 220 chilometri dalla tua
Si faccia
attenzione a non intendere complemento di distanza
una forma in cui la distanza è espressa con un
avverbio, perché in tal caso ci troveremmo di fronte
ad un complemento di modo!
La mia città dista enormemente dalla tua
§ Il
complemento di misura, espresso con un sostantivo
seguito da un aggettivo numerale od indefinito
dipendente da un aggettivo comparativo o da un verbo
di superiorità o di inferiorità, indica quanto un
elemento è superiore od inferiore ad un altro.
Maria è più piccola di Irene di pochi anni
Attenzione a
non confondere questo complemento con quello di
tempo determinato espresso nella forma "quanto tempo
prima?".
Tu sei nato otto anni prima di me
IL COMPLEMENTO DI
RECIPROCITA’
IL COMPLEMENTO DI
ESCLUSIONE
§ Il
complemento di reciprocità, formato o da avverbi (reciprocamente,
vicendevolmente, …) o da un pronome personale
introdotto da tra o da locuzioni del tipo
a vicenda, l’uno con l’altro, … ed in dipendenza
da un verbo riflessivo, indica un’azione scambiata
tra due persone.
Roma e Napoli distano tra loro 220 chilometri
§ Vicino al
complemento concessivo, il complemento di esclusione
indica, appunto, l’esclusione di persone o cose da
quanto si afferma e risulta introdotto da
preposizioni o locuzioni quali fuorché, eccetto,
senza, salvo, tranne, se non, ad esclusione di, ad
eccezione di, invece di, ….
Tutti sono stati invitati tranne Federico
IL COMPLEMENTO DI...
PREZZO, STIMA, COLPA, PENA
§ Il
complemento di prezzo indica il costo di un oggetto
e può essere determinato ed indeterminato. Nel primo
caso è formato da un sostantivo seguito da un
aggettivo numerale, nel secondo da avverbi di
quantità generica (più, meno, …) o da un
sostantivo accompagnato da un aggettivo
qualificativo od indefinito: in entrambi i casi
dipende da avverbi di valutazione.
Il vocabolario costa molto
Ho comprato un libro per 40.000 lire
§ Il
complemento di stima, che presenta le stesse
caratteristiche del complemento di prezzo, indica la
stima che abbiamo di una persona o che facciamo di
una cosa e si accompagna a verbi quali stimare,
apprezzare, considerare, ….
Ti stimo pochissimo
L’anello fu valutato 800.000 lire
§ Il
complemento di colpa indica il reato di cui si è
accusati e, formato da un sostantivo retto dalle
preposizioni di, per, dipende da verbi od
aggettivi esprimenti colpevolezza.
Quel disgraziato fu accusato anche di furto
§ Il
complemento di pena, invece, indica la pena a cui si
è condannati e, formato da un sostantivo retto dalle
preposizioni a, in, dipende da verbi
esprimenti una punizione.
Molti furono condannati a morte
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