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Letteratura Italiana 3
Il primo '900
I generi nel tempo

 

 

 

IL SOGGETTO, IL PREDICATO E LA LORO CONCORDANZA

Se si definisce la proposizione un’espressione compiuta di un pensiero, è necessaria, affinché quest’ultima sia effettivamente compiuta, la presenza di almeno due elementi: il soggetto ed il predicato.

§ Il soggetto è, quindi, la persona, l’animale o la cosa, interessata attivamente o passivamente all’azione verbale, che compie o subisce l’azione stessa. Né, come vedremo, possiamo intendere un sostantivo a sé stante come soggetto se non accompagnato da un’azione verbale: in tal caso, infatti, non ci troveremo di fronte ad una proposizione, ma solo ad un’indicazione nominale!

Il soggetto può essere...

1. un sostantivo (es.: Luigi ha meritato un bel voto all’interrogazione [verbo attivo] - L’intero gregge è stato divorato dai lupi [verbo passivo]) – 2. un aggettivo (es.: I cattivi sono spesso odiati) 3. un participio (es.: I vinti consegnarono le armi) 4. un pronome (es.: Chiunque parla a vanvera fa una pessima figura) 5. un infinito (es.: E’ necessario studiare)6. una proposizione (es.: E’ bello sacrificare la propria vita per la patria) 7. una parola invariabile (es.: "c" è una consonante) 8. un sostantivo preceduto dalle preposizioni articolate del, dei, dello, degli, ..., con valore partitivo (es.: Degli (= Alcuni) alberi secolari furono abbattuti) - 9. sottinteso, se si tratta di un pronome di prima o di seconda persona (es.: Oggi ho dormito a lungo) e se il verbo è un impersonale esprimente un fenomeno naturale (es.: Lampeggia e piove a dirotto).

§ Il predicato è l’altro elemento fondamentale di una proposizione. Esso può essere verbale o nominale.

Il primo consiste in un verbo (es.: Mario si recò a Roma) e forma un tutto unico anche quando è retto da altri verbi quali quelli servili (potere, volere, iniziare, continuare, ...) e quelli fraseologici (sapere, sentirsi, riuscire, ...).

Il secondo, invece è formato da un aggettivo, un sostantivo od un pronome collegato al soggetto dal verbo essere, vero e proprio legame ("copula") tra soggetto e predicato.

L’anima è immortale

Un discorso a parte merita il verbo essere in quanto può sia fungere da predicato verbale che far parte del predicato nominale.

# Essere fa parte del predicato verbale quando...

- è ausiliare nelle forme verbali intransitive, riflessive e passive

Mario è stato rimproverato dal professore

- assume il significato di esistere, vivere, ... e si accompagna agli avverbi di luogo

Dio è (= esiste) ovunque

# Essere fa parte del predicato nominale quando lo troviamo unito ad un...

- sostantivo Suo nonno fu capitano coraggioso

- aggettivo La rosa è rossa

- pronome L’atlante è tuo

- participio presente Il mio vicino di banco è insolente

- participio passato L’autostrada è interrotta

- modo infinito La vita è un continuo apprendere

- avverbio Il vocabolario è qui

- numerale I volontari furono quaranta

Circa la concordanza del soggetto con il predicato prendiamo in considerazione solo i tempi composti.

L’ausiliare concorda sempre in numero e persona con il soggetto; se i soggetti sono diversi e di persona differente, la prima persona prevale sulla seconda, la seconda sulla terza.

Io ieri sono stato a Milano

Mario e Maria erano andati in città

Carmen e Barbara sono state punite

Il participio passato risulta immutato con avere, concorda con il soggetto in genere e numero con essere.

Essi hanno mangiato

Le rose sono state colte

Se i soggetti sono più di uno, il participio passato coniugato con essere va al plurale e, in caso di soggetti di genere diverso, al maschile se anche uno solo dei soggetti è maschile.

Maria e sua madre sono venute da me

Maria, le sue sorelle e suo padre sono venuti da me


L’ATTRIBUTO E L’APPOSIZIONE

§ L’attributo, in genere un aggettivo od un participio con valore di aggettivo, indica una qualità, una proprietà od uno stato del soggetto o, meglio, del nome a cui si riferisce e con esso concorda in genere e numero.

Esso costituisce il predicato nominale e si applicano le regole sulla concordanza prima rammentate (si noti anche che sono considerati maschili sia l’infinito che il numerale usato come soggetto).

§ L’apposizione, accompagnando solo il sostantivo, concorda con l’elemento nominale (e non è detto che debba essere il soggetto) nel numero.

Essa è generalmente un sostantivo accompagnato o meno da attributo, ma si può presentare anche introdotta da preposizioni quali da e per...

Entrai per ultimo in classe

...o da locuzioni come in qualità di...

In qualità di padre ti impongo di ubbidirmi!

...o preceduta da un nome a cui è unita dalla preposizione di.

Si considerano apposizioni anche i soprannomi (Scipione l’Africano, ...), i nomi indicanti il luogo di nascita (Varrone Reatino, ...), i patronimici (Ippia ed Ipparco = i Pisistratidi, ...), quei sostantivi che seguono i pronomi personali in funzione di soggetto (Voi, disturbatori, uscite dalla sala!).


IL COMPLEMENTO OGGETTO

I COMPLEMENTI PREDICATIVI DEL SOGGETTO

E DELL’OGGETTO

§ Il complemento oggetto, o diretto, indica la persona, l’animale o la cosa su cui cade l’azione compiuta dal soggetto, può essere accompagnato da attributi o da apposizioni e può trovarsi solo dopo una forma verbale attiva.

Il complemento oggetto, quindi, non l’hanno né verbi intransitivi, né verbi passivi, né, soprattutto, l’ausiliare essere, anche se sono preceduti da verbi servili.

Esso, si ricordi, può essere espresso pure in forma partitiva e da qualsiasi parte del discorso che assuma un carattere sostantivato, anche da un infinito preceduto dalle preposizioni di ed a.

Il mare solleva ondate

Il viandante mangiò del pane

L’autore tolse dal testo quel "mai"

Romolo e Remo iniziarono a fondare Roma

Quando alcuni verbi intransitivi hanno un complemento oggetto derivato dalla stessa radice del verbo, si parla di complemento oggetto interno, quasi sempre seguito anche da un aggettivo.

Stefano ha vissuto una vita difficile

§ I complementi predicativi del soggetto sono aggettivi o sostantivi collegati direttamente od indirettamente (a, per, come, quale, per conto di, in qualità di, …) a verbi passivi riferiti ad un soggetto, verbi che in tal modo acquistano un senso più preciso.

Questi verbi passivi sono quelli…

Appellativi – esser detto, esser chiamato, …

Effettivi – esser fatto, esser reso, esser compiuto, …

Elettivi – esser creato, essere eletto, esser scelto, …

Estimativi – essere stimato, esser creduto, …

Di condizione – esser mostrato, esser trovato, essere ridotto, …

§ I complementi predicativi dell’oggetto sono aggettivi o sostantivi collegati direttamente od indirettamente (a, per, come, quale, per conto di, in qualità di, …) a verbi attivi riferiti ad un complemento oggetto, verbi che in tal modo acquistano un senso più preciso.

Questi verbi sono gli stessi dei complementi predicativi del soggetto, ma di forma attiva


IL COMPLEMENTO SOGGETTIVO, OGGETTIVO E POSSESSIVO

§ Inizia l’approfondimento dei complementi indiretti. Introdotto dalle preposizioni di, del, della, …, il complemento soggettivo dipende da un sostantivo che ha lo stesso tema di un verbo e che esprime l’elemento "soggetto".

La conversazione dei giovani… (= I giovani conversano…)

§ Introdotto dalle preposizioni di, del, della, …, il complemento oggettivo dipende da un sostantivo che ha lo stesso tema di un verbo (ma può dipendere anche da aggettivi verbali, quali desideroso, pratico, bramoso, …, o da verbi riflessivi, quali pentirsi, ricordarsi, spaventarsi, accorgersi, …) e che esprime l’elemento "complemento oggetto".

Grande era nei nemici il desiderio di vittoria

(= I nemici desideravano grandemente la vittoria)

Lucia si annoia di quel film

(= Lucia non apprezza quel film)

Si ricordi che il complemento oggettivo a volte può essere introdotto anche da altre preposizioni, quali contro, verso, per, a, ….

§ Introdotto dalle preposizioni di, del, della, …, il complemento possessivo, formato da un sostantivo, indica a chi od a che appartiene una cosa.

I poemi di Omero…

§ Non si dimentichino altri due complementi minori, ma sempre appartenenti alla specie del complemento di specificazione: il complemento epesegetico o dichiarativo (se ad un sostantivo generale facciamo seguire un sostantivo specifico unito al primo dalla preposizione di; es.: …il fiore del giglio) ed il complemento attributivo (formato da nomi indicanti persone, luoghi o patria e riferiti come attributi al sostantivo da cui dipendono; es.: …decennale fu la guerra di Troia).

Si faccia, comunque, attenzione a non confondere questi complementi con quello "di denominazione", formato da un nome proprio unito ad un nome comune dalla preposizione di.

La città di Torino

L’isola di Caprera


IL COMPLEMENTO DI QUALITA’

IL COMPLEMENTO PARTITIVO

§ Il complemento di qualità indica le doti peculiari, morali e non morali, atte a distinguere una persona od una cosa.

Oltre che dalle preposizioni di, del, della, …, può essere anche introdotto da a, al, alla, con, col, coi, da, dal, dalla, … e, in generale, è caratterizzato dalla presenza di un sostantivo con o senza un aggettivo qualificativo.

Il mio amico è di bassa statura

Odio tutti gli strumenti a percussione

§ Il complemento partitivo indica una totalità della quale si prende in considerazione solo una parte.

Introdotto dalle preposizioni di, del, della, …, esso è retto da:

Nomi collettivi (flotta, parte, …)

Pronomi indefiniti (alcuni, pochi, …)

Pronomi interrogativi (chi, …)

Aggettivi numerali (uno, secondo, …)

Aggettivi comparativi (più grande, …)

Aggettivi superlativi (il più grande, …)

Avverbi di qualità (abbastanza, assai, …)


IL COMPLEMENTO DI TERMINE

IL COMPLEMENTO DI COMODO

§ Il complemento di termine indica indirettamente (pertanto è detto pure "complemento oggetto indiretto") la persona o la cosa su cui cade l’azione espressa dal verbo.

Formato da un sostantivo, solo od accompagnato da attributi ed apposizioni, introdotto dalle preposizioni a, al, alla, …, questo complemento dipende da:

Verbi transitivi od intransitivi

Quella risposta piacque alla professoressa

Sostantivi od aggettivi verbali

Il suo comportamento era adatto alla circostanza

Alcune volte lo si trova espresso anche con i pronomi personali mi, ti, gli, le, ci, vi, loro in proposizioni interrogative od esclamative.

Che mi sta accadendo?

§ Il complemento di comodo od incomodo, detto pure di interesse o di vantaggio / svantaggio, indica la persona nel cui interesse o svantaggio si compie l’azione.

Esso è espresso da sostantivi retti da preposizioni quali a, contro, per, verso o da locuzioni come a favore di, a vantaggio di, in onore di, a danno di, in odio a, …introdotte da verbi, da un aggettivo o da un sostantivo.

Lo studio è utile agli alunni

Il padre lavora nell’interesse dei figli


IL COMPLEMENTO VOCATIVO,

DI ESCLAMAZIONE E DI RELAZIONE

§ Caratterizzato dalla presenza non obbligatoria dell’interiezione o e separato dal resto della frase dalla presenza della virgola prima e dopo di esso, il complemento vocativo indica la persona a cui ci rivolgiamo ed è formato da un sostantivo con o senza attributi od opposizioni.

O Cesare, perdonali!

Tu non devi, Marco, caro amico mio, seguire i suoi consigli!

§ Il complemento di esclamazione indica persona o cosa che fa sorgere in noi forti sentimenti di odio, ira, gioia, stupore, … ed, in genere, è formato da sostantivo / aggettivo o pronome preceduto da forme quali oh, che, quale, ecco, guai, … seguite dal punto esclamativo.

Guai ai vinti!

Che giornata straordinaria!

§ Il complemento di relazione risulta molto affine a quello di limitazione che, vedremo, sarà caratterizzato da preposizioni che faranno riferimento ad un pronome.

Il nostro, invece, risulta formato da un sostantivo che indica, senza l’aiuto della preposizione, ma preceduto da un aggettivo o da un participio, riguardo a che cosa è vero ciò che mostra il participio o l’aggettivo.

Il fanciullo, nudo i piedi, attraversò il fiume

Dal che si ricava anche che aggettivo o participio può non concordare con il soggetto della frase.


IL COMPLEMENTO DI LIMITAZIONE, DI MEZZO E DI CAUSA

§ Il complemento di limitazione, formato da un sostantivo preceduto da preposizioni quali per, in, di, da, a o da locuzioni come rispetto a, in fatto di, quanto a, riguardo a, …, indica la limitazione che si deve dare al termine a cui si riferisce.

Di salute sembra abbastanza cagionevole

Quanto a zelo riconosco di non essere entusiasta di te

§ Introdotto dalle preposizioni con, a, di, in, per, mediante o dalle locuzioni ad opera di, a furia di, per mezzo di unito ad una forma sostantivata, il complemento di mezzo indica persona o cosa con cui si compie un’azione.

Con la tua presenza la situazione sarà sempre sotto controllo

A furia di spallate buttarono giù la porta

§ Il complemento di causa, formato da un sostantivo retto da a, con, da, di, per o da per causa di, a motivo di, …, indica il motivo di un’azione.

Per l’eccessiva nevicata l’autostrada rimase chiusa

Sofia, a vederla così bella, esplose d’invidia


IL COMPLEMENTO DI PARAGONE

IL COMPLEMENTO DI MODO

§ Il complemento di paragone esprime un confronto tra due elementi o tra due qualità della stessa persona o cosa.

La comparazione può essere di maggioranza, di minoranza e di uguaglianza, ma in tutte e tre le forme elemento essenziale risulta l’aggettivo o l’avverbio, di maggioranza o di minoranza nei primi due casi, di grado positivo l’aggettivo con avverbi di modo nel terzo tipo: esso, in effetti, regge il secondo termine di paragone che costituisce il vero e proprio complemento.

Quando c’è paragone tra due elementi nelle comparazioni di maggioranza e di minoranza il sostantivo è introdotto da di, del, che non, al paragone di, in confronto di, rispetto a; il sostantivo è, invece, introdotto da quanto, come, che, di, non meno che, non meno di, …nelle comparazioni di uguaglianza.

Quando c’è paragone tra due qualità nelle comparazioni di maggioranza e di minoranza l’aggettivo o l’avverbio è introdotto da che, che non; l’aggettivo o l’avverbio è introdotto da quanto, come, che, non meno che nelle comparazioni di eguaglianza.

Lucio è più studioso di Pietro

Londra è meno popolata di New York

La Svezia è altrettanto fredda che la Norvegia

Margherita è più intelligente che bella

Il tuo compagno è meno intelligente che diligente

L’America è tanto vasta quanto diversa socialmente
 

§ Formato da un avverbio qualificativo o da locuzioni avverbiali o da un sostantivo preceduto da preposizioni quali a, con, di, in, per, secondo, …, il complemento di modo indica come avviene un’azione.

Si faccia attenzione a non confondere, quando è introdotto da con e per, questo complemento con quello di mezzo o con l’altro di causa

Nonostante tutto, mi ha trattato affettuosamente

Superò l’ostacolo di slancio


IL COMPLEMENTO DI TEMPO

IL COMPLEMENTO DI LUOGO

§ Il complemento di tempo indica il tempo in cui accade, è accaduto od accadrà un fatto oppure il periodo durante il quale è durata o durerà un’azione.

Si distingue, quindi, in complemento di tempo determinato e complemento di tempo continuato.

Il primo, formato da un sostantivo introdotto o meno da preposizioni quali durante, in, su, a, di, per, può anche essere caratterizzato da altre forme che rispondono alle domande…

ogni quanto tempo? Digiuna ogni due mesi

quante volte in un dato tempo? Pranziamo sei volte al giorno

quanto tempo prima? L’ho rivista sei anni fa

quanto tempo dopo? L’ho rivista sei anni dopo

entro quanto tempo? In tre anni presi la laurea

da quando parte un’azione? Da ieri non fumo più

Il complemento di tempo continuato, formato da un sostantivo con o senza aggettivo numerale e preceduto (ma non sempre) da per o da avverbi di tempo, può anche essere caratterizzato da altre forme che rispondono alle domande…

da quanto tempo? Da tre anni abita a Catania

tra quanto tempo? Ci sposeremo tra un mese

da quanto tempo e fino a quando? Lavorarono dalle 9 alle 17

per quando è stata fissata un’azione? Ti invito per domani

per quanto tempo è durata un’azione? Si combatté per dieci anni

il fatto è avvenuto prima/dopo quale fatto? L’ho vista dopo di te

§ Il complemento di luogo indica la località dove si compie un’azione e si distingue in…

stato in luogo: indica il luogo dove una persona si trova ed è espresso da un avverbio o da un sostantivo preceduto da preposizioni quali a, da, in, su, sopra, sotto, intorno, presso, vicino, oltre o da locuzioni come al di qua, al di là, a valle, a monte, …(es.: Egli abitava a Roma)

moto a luogo: indica il luogo dove una persona si dirige ed è espresso da un avverbio di moto a luogo o da un sostantivo preceduto da preposizioni quali a, da, in, per, su, sopra, sotto, contro, presso, vicino, verso o da locuzioni come in direzione di, alla volta di, …(es.: Si recò a Taranto)

moto da luogo: indica il luogo da dove una persona proviene ed è espresso da un avverbio di moto da luogo o da un sostantivo preceduto da preposizioni quali da, di, dal, … (es.: Torno da Firenze)

moto per luogo: indica il luogo attraverso il quale passa una persona o cosa ed è espresso da un avverbio di moto per luogo o da un sostantivo preceduto da preposizioni come per, attraverso (es.: Passasti per Torino?)


IL COMPLEMENTO D’AGENTE E DI CAUSA EFFICIENTE

IL COMPLEMENTO DI COMPAGNIA

IL COMPLEMENTO DI FINE

§ Il primo complemento presenta la duplice caratteristica di dover essere espresso sempre da un verbo di forma passiva (altrimenti può essere interpretato come un complemento di causa, di mezzo o di provenienza) e di essere inteso…

come complemento di agente se il sostantivo che si accompagna alla preposizione da od alle locuzioni ad opera di, da parte di, a cura di, per mano di è una persona,

come complemento di causa efficiente, invece, se il sostantivo è formato da una cosa

Roberto è stato lodato dal professore di Inglese

Il soldato fu colpito da un dardo

§ Il complemento di compagnia è espresso da un nome di persona, preceduto da preposizioni quali a, con o da locuzioni come in compagnia di, insieme con, …, con cui si compie un’azione.

Quando il sostantivo è espresso da un sostantivo di cosa si parla di complemento di unione.

Si faccia attenzione a non confondere questo complemento con quelli di modo o di mezzo, anch’essi introdotti da con.

Si ricordi, ancora, che, se il complemento di compagnia si accompagna alla preposizione a, quasi sempre prima vi è un participio passato.

Ieri andai a scuola con tuo fratello

C’erano gigli misti a rose

La mia casa al mare è con tre bagni

§ Il complemento di fine esprime lo scopo per cui si compie un’azione ed è formato da un sostantivo preceduto da preposizioni quali a, da, in, per o da locuzioni come a fine di, a scopo di.

Si faccia attenzione a non confonderlo con il complemento di limitazione!

Tutti i popoli si adoperano per la pace


IL COMPLEMENTO DI ARGOMENTO

IL COMPLEMENTO CONCESSIVO

IL COMPLEMENTO DI MATERIA

§ Introdotto da sostantivi verbali o da verbi come discutere su, occuparsi di, …e formato da un sostantivo preceduto da preposizioni quali di, sopra, circa, su o dalla locuzione intorno a, il complemento di argomento indica, appunto, ciò che si esprime a parole od a lettere.

Seneca scrisse un’opera sull’ira

§ Il complemento concessivo, formato da un sostantivo introdotto dalle locuzioni nonostante, contrariamente a, a dispetto di, …, esprime una concessione fatta in contrasto con quanto detto nella proposizione restante.

Nonostante l’eroismo mostrato, la nostra armata fu vinta

§ Il complemento di materia, espresso con un sostantivo sempre preceduto dalle preposizioni di o in, indica di cosa è fatto un oggetto.

Facilmente lo si può confondere con il complemento di qualità o, ancor di più, con quello di limitazione o di causa efficiente.

Si ricordi che lo si può trovare anche espresso con la preposizione da o con un aggettivo.

La statua di marmo [marmorea] dominava la sala

La persona umana è formata anche di [dall’] anima


IL COMPLEMENTO DI ESTENSIONE, DI DISTANZA E DI MISURA

§ Il complemento di estensione, formato da un sostantivo unito ad un aggettivo numerale od indefinito ed introdotto da un aggettivo qualificativo o da un verbo di misura con o senza le preposizioni per, di, indica la lunghezza, la larghezza, l’altezza e/o la profondità di un elemento.

La parete era lunga otto metri ed alta quattro

§ Il complemento di distanza indica, appunto, la distanza tra un posto ed un altro e presenta le stesse caratteristiche del complemento di estensione a cui è molto affine.

La mia città dista 220 chilometri dalla tua

Si faccia attenzione a non intendere complemento di distanza una forma in cui la distanza è espressa con un avverbio, perché in tal caso ci troveremmo di fronte ad un complemento di modo!

La mia città dista enormemente dalla tua

§ Il complemento di misura, espresso con un sostantivo seguito da un aggettivo numerale od indefinito dipendente da un aggettivo comparativo o da un verbo di superiorità o di inferiorità, indica quanto un elemento è superiore od inferiore ad un altro.

Maria è più piccola di Irene di pochi anni

Attenzione a non confondere questo complemento con quello di tempo determinato espresso nella forma "quanto tempo prima?".

Tu sei nato otto anni prima di me


IL COMPLEMENTO DI RECIPROCITA’

IL COMPLEMENTO DI ESCLUSIONE

§ Il complemento di reciprocità, formato o da avverbi (reciprocamente, vicendevolmente, …) o da un pronome personale introdotto da tra o da locuzioni del tipo a vicenda, l’uno con l’altro, … ed in dipendenza da un verbo riflessivo, indica un’azione scambiata tra due persone.

Roma e Napoli distano tra loro 220 chilometri

§ Vicino al complemento concessivo, il complemento di esclusione indica, appunto, l’esclusione di persone o cose da quanto si afferma e risulta introdotto da preposizioni o locuzioni quali fuorché, eccetto, senza, salvo, tranne, se non, ad esclusione di, ad eccezione di, invece di, ….

Tutti sono stati invitati tranne Federico


IL COMPLEMENTO DI... PREZZO, STIMA, COLPA, PENA

§ Il complemento di prezzo indica il costo di un oggetto e può essere determinato ed indeterminato. Nel primo caso è formato da un sostantivo seguito da un aggettivo numerale, nel secondo da avverbi di quantità generica (più, meno, …) o da un sostantivo accompagnato da un aggettivo qualificativo od indefinito: in entrambi i casi dipende da avverbi di valutazione.

Il vocabolario costa molto

Ho comprato un libro per 40.000 lire

§ Il complemento di stima, che presenta le stesse caratteristiche del complemento di prezzo, indica la stima che abbiamo di una persona o che facciamo di una cosa e si accompagna a verbi quali stimare, apprezzare, considerare, ….

Ti stimo pochissimo

L’anello fu valutato 800.000 lire

§ Il complemento di colpa indica il reato di cui si è accusati e, formato da un sostantivo retto dalle preposizioni di, per, dipende da verbi od aggettivi esprimenti colpevolezza.

Quel disgraziato fu accusato anche di furto

§ Il complemento di pena, invece, indica la pena a cui si è condannati e, formato da un sostantivo retto dalle preposizioni a, in, dipende da verbi esprimenti una punizione.

Molti furono condannati a morte


    

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Ultimo aggiornamento:  17-03-07